La determinazione del volume dei soprassuoli forestali rappresenta un momento fondamentale sia per la stima dei boschi da sottoporre a utilizzazione sia per la redazione dei piani di gestione forestale. Nei piani di assestamento forestale si determinano non solamente le masse legnose ma si forniscono indicazioni sulle modalità del futuro trattamento. Si comprende quanto sia importante avvalersi di strumenti estimativi in grado di fornire stime attendibili del volume dei soprassuoli e contemporaneamente di avere una idea precisa sulle incertezze che si hanno nella determinazione delle masse legnose. La carenza di modelli di previsione delle masse arboree e di adeguati studi dendro-auxometrici dei boschi lucani rappresenta da anni un inconveniente nella gestione del patrimonio forestale della regione. Sovente, infatti, si fa ricorso all’utilizzo di tavole di cubatura di validità locale elaborate in altri ambiti territoriali o a tavola di cubatura generali come quelle elaborate per gli Inventari Forestali Nazionali del 1985 ([4]). Le prime lasciano dei dubbi sul piano formale per la carenza di una adeguata analisi statistica, mentre le seconde riuniscono, come per il cerro, in un unico dendrotipo diverse specie e non risultano pienamente rispondenti alle caratteristiche stereometriche dei soprassuoli di ambiti più ristretti, soprattutto di quelli in ambiente mediterraneo. Si consideri, inoltre, che i popolamenti lucani che hanno ormai, dal punto di vista strutturale, la fisionomia della fustaia, possono, per la maggior parte considerarsi dei popolamenti transitori, di origine agamica, che hanno subito negli anni interventi di avviamento all’altofusto e diradamenti che hanno influito sulla forma dei fusti. Si è reso, dunque, necessario elaborare strumenti di stima delle masse legnose che fossero pienamente rispondenti sia all’ambito geografico di interesse sia alla tipologia di soprassuoli indagati, riconducibili a popolamenti transitori o a boschi con struttura irregolare (in evoluzione naturale verso l’altofusto, a struttura generalmente biplana, e con la presenza di piante di grosse dimensioni che rappresentano i rilasci di vecchie utilizzazioni del ceduo). Il modello previsionale individuato consente di stimare il volume degli alberi, comprensivo di cimale e dei rami fino a tre centimetri di diametro, in funzione del diametro e dell’altezza totale degli alberi. Si tratta di uno strumento particolarmente idoneo a quei casi in cui è richiesta la maggiore precisione possibile nella determinazione dei volumi unitari consentendo così di superare i sovraesposti limiti della letteratura corrente.

Modello di previsione del volume dendrometrico dei popolamenti ad altofusto di cerro della Basilicata

MANCINO, Giuseppe;FERRARA, Agostino Maria Silvio;SALVATI, LUCA
2013

Abstract

La determinazione del volume dei soprassuoli forestali rappresenta un momento fondamentale sia per la stima dei boschi da sottoporre a utilizzazione sia per la redazione dei piani di gestione forestale. Nei piani di assestamento forestale si determinano non solamente le masse legnose ma si forniscono indicazioni sulle modalità del futuro trattamento. Si comprende quanto sia importante avvalersi di strumenti estimativi in grado di fornire stime attendibili del volume dei soprassuoli e contemporaneamente di avere una idea precisa sulle incertezze che si hanno nella determinazione delle masse legnose. La carenza di modelli di previsione delle masse arboree e di adeguati studi dendro-auxometrici dei boschi lucani rappresenta da anni un inconveniente nella gestione del patrimonio forestale della regione. Sovente, infatti, si fa ricorso all’utilizzo di tavole di cubatura di validità locale elaborate in altri ambiti territoriali o a tavola di cubatura generali come quelle elaborate per gli Inventari Forestali Nazionali del 1985 ([4]). Le prime lasciano dei dubbi sul piano formale per la carenza di una adeguata analisi statistica, mentre le seconde riuniscono, come per il cerro, in un unico dendrotipo diverse specie e non risultano pienamente rispondenti alle caratteristiche stereometriche dei soprassuoli di ambiti più ristretti, soprattutto di quelli in ambiente mediterraneo. Si consideri, inoltre, che i popolamenti lucani che hanno ormai, dal punto di vista strutturale, la fisionomia della fustaia, possono, per la maggior parte considerarsi dei popolamenti transitori, di origine agamica, che hanno subito negli anni interventi di avviamento all’altofusto e diradamenti che hanno influito sulla forma dei fusti. Si è reso, dunque, necessario elaborare strumenti di stima delle masse legnose che fossero pienamente rispondenti sia all’ambito geografico di interesse sia alla tipologia di soprassuoli indagati, riconducibili a popolamenti transitori o a boschi con struttura irregolare (in evoluzione naturale verso l’altofusto, a struttura generalmente biplana, e con la presenza di piante di grosse dimensioni che rappresentano i rilasci di vecchie utilizzazioni del ceduo). Il modello previsionale individuato consente di stimare il volume degli alberi, comprensivo di cimale e dei rami fino a tre centimetri di diametro, in funzione del diametro e dell’altezza totale degli alberi. Si tratta di uno strumento particolarmente idoneo a quei casi in cui è richiesta la maggiore precisione possibile nella determinazione dei volumi unitari consentendo così di superare i sovraesposti limiti della letteratura corrente.
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