L'articolo analizza il contributo delle scienze sociali, e in particolare dell'antropologia, allo studio della criminalità organizzata in Basilicata, superando le interpretazioni culturaliste che riconducono il fenomeno mafioso a presunte "mentalità" locali. Muovendo dalle recenti indicazioni della Direzione Investigativa Antimafia, il contributo propone una lettura centrata sui concetti di radicamento, risorse e "zona grigia", intesa come spazio di sovrapposizione tra legalità e illegalità, istituzioni e pratiche informali, economia legale e reti criminali. Attraverso una rassegna critica di studi antropologici e sociologici condotti in Basilicata e nelle regioni limitrofe, vengono esaminati temi quali clientelismo, mediazione informale, controllo delle risorse, relazioni di potere e accesso ai beni materiali e simbolici. L'analisi si estende inoltre ai processi migratori e alle trasformazioni del lavoro agricolo, mostrando come sfruttamento, caporalato, ghetti e inclusione differenziale dei lavoratori migranti costituiscano ambiti privilegiati per comprendere le intersezioni tra criminalità, mercato e disuguaglianze strutturali. In conclusione, il contributo richiama la tradizione dell'antropologia lucana, da Michele Gerardo Pasquarelli agli studi contemporanei, evidenziando il ruolo della ricerca etnografica nella comprensione dei fenomeni di marginalità e nella costruzione di strumenti interpretativi utili alle politiche pubbliche e alla responsabilità sociale della ricerca.

Oltre la devianza: criminalità, risorse e società nella Basilicata delle scienze sociali.

copertino
2026-01-01

Abstract

L'articolo analizza il contributo delle scienze sociali, e in particolare dell'antropologia, allo studio della criminalità organizzata in Basilicata, superando le interpretazioni culturaliste che riconducono il fenomeno mafioso a presunte "mentalità" locali. Muovendo dalle recenti indicazioni della Direzione Investigativa Antimafia, il contributo propone una lettura centrata sui concetti di radicamento, risorse e "zona grigia", intesa come spazio di sovrapposizione tra legalità e illegalità, istituzioni e pratiche informali, economia legale e reti criminali. Attraverso una rassegna critica di studi antropologici e sociologici condotti in Basilicata e nelle regioni limitrofe, vengono esaminati temi quali clientelismo, mediazione informale, controllo delle risorse, relazioni di potere e accesso ai beni materiali e simbolici. L'analisi si estende inoltre ai processi migratori e alle trasformazioni del lavoro agricolo, mostrando come sfruttamento, caporalato, ghetti e inclusione differenziale dei lavoratori migranti costituiscano ambiti privilegiati per comprendere le intersezioni tra criminalità, mercato e disuguaglianze strutturali. In conclusione, il contributo richiama la tradizione dell'antropologia lucana, da Michele Gerardo Pasquarelli agli studi contemporanei, evidenziando il ruolo della ricerca etnografica nella comprensione dei fenomeni di marginalità e nella costruzione di strumenti interpretativi utili alle politiche pubbliche e alla responsabilità sociale della ricerca.
2026
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