Esistono diverse categorie di microrganismi ambientali che, se pur non patogeni, hanno una spiccata attività anti casearia che dequalificano irrimediabilmente la qualità ed il valore commerciale del prodotto. I batteri del genere Clostridium ed in particolare il Clostridium tyrobutyricum (Gram+) sono tra le principali cause del gonfiore tardivo nei formaggi duri e semiduri. Con le opportune operazioni di gestione dell’intera filiera di produzione del latte è possibile contenere il numero di spore di clostridi migliorando la qualità casearia del latte. In particolare, l’utilizzo di un prodotto sterilizzante per il lavaggio della mammella prima della mungitura può risultare utile per ridurre o evitare la contaminazione. Nella pratica casearia come agente antimicrobico viene di prassi utilizzato il lisozima (E1105) estratto dall’albume. Tale enzima lo ritroviamo, però, anche in alte percentuali nel latte di asina congiuntamente ad altri fattori proteici di difesa immunitaria. Scopo della presente ricerca è stata la valutazione dell'efficacia antibatterica di tre diverse formulazioni di pre-dipping sperimentali realizzate con l'aggiunta di latte d'asina (pastorizzato e condensato all’80%) e nisina (E234, polipeptide policiclico prodotto dal Lactococcus lactis): F1=15% latte di asina e 0,02% nisina; F2=15% latte di asina e 0,04% nisina; F3= 15% latte di asina e 0,06% nisina. L’attività antimicrobica delle tre formulazioni è stata valutata mediante test in vitro con la tecnica del disc diffusion method sui seguenti microrganismi: Bacillus megaterium, Bacillus mojavensis, Clavibacter michiganensis e Clostridium tyrobutyricum. Tale attività è stata comparata con due antibiotici, quali l’Ampicillina (100 µg/mL) e la Kanamicina (50 µg/mL), e con un pre-dipping commerciale. I risultati evidenziano un’attività inibitoria in tutte e tre le formulazioni sperimentali verso i seguenti microrganismi: C. tyrobutyricum, B. megaterium, B. mojavensis, C. michiganensis, Xanthomonas campestris. Nessuna attività è stata rilevata nei confronti dell’Escherichia coli. Tra le tre differenti formilazioni sono state registrate differenze significative (P≤0,05) per l’attività inibitoria verso il C. tyrobutyricum, F2 ha espresso la maggiore attività. Per tutte le formulazioni sperimentali, l'efficacia rilevata, è inferiore rispetto all'ampicillina. Dal confronto tra i predipping sperimentali e il commerciale sono emerse differenze significative (P≤0,05) nei livelli di efficacia verso il C. tyrobutyricum. In particolare, le nuove formulazioni hanno Adduci et al (2017) Scienza e Tecnica Lattiero-Casearia, 68 (1-2), 31-38 31 * Corrispondenza ed estratti: francesco.adduci@unibas.it; tel. (+39) 3403749556 1 Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, SAFE Università degli Studi della Basilicata. Viale dell’Ateneo lucano 10, 85100 Potenza (PZ) manifestato tutte un'attività superiore al commerciale ma solo per F1 e F2 tali differenze sono risultate significative (P≤0,05).

Nuovi formulati pre-dipping per l'igiene della mammella.

Francesco ADDUCI;Hazem S. ELSHAFIE;Cristiana LABELLA;Mauro MUSTO;Pierangelo FRESCHI;Rosanna PAOLINO;Carlo COSENTINO
2017

Abstract

Esistono diverse categorie di microrganismi ambientali che, se pur non patogeni, hanno una spiccata attività anti casearia che dequalificano irrimediabilmente la qualità ed il valore commerciale del prodotto. I batteri del genere Clostridium ed in particolare il Clostridium tyrobutyricum (Gram+) sono tra le principali cause del gonfiore tardivo nei formaggi duri e semiduri. Con le opportune operazioni di gestione dell’intera filiera di produzione del latte è possibile contenere il numero di spore di clostridi migliorando la qualità casearia del latte. In particolare, l’utilizzo di un prodotto sterilizzante per il lavaggio della mammella prima della mungitura può risultare utile per ridurre o evitare la contaminazione. Nella pratica casearia come agente antimicrobico viene di prassi utilizzato il lisozima (E1105) estratto dall’albume. Tale enzima lo ritroviamo, però, anche in alte percentuali nel latte di asina congiuntamente ad altri fattori proteici di difesa immunitaria. Scopo della presente ricerca è stata la valutazione dell'efficacia antibatterica di tre diverse formulazioni di pre-dipping sperimentali realizzate con l'aggiunta di latte d'asina (pastorizzato e condensato all’80%) e nisina (E234, polipeptide policiclico prodotto dal Lactococcus lactis): F1=15% latte di asina e 0,02% nisina; F2=15% latte di asina e 0,04% nisina; F3= 15% latte di asina e 0,06% nisina. L’attività antimicrobica delle tre formulazioni è stata valutata mediante test in vitro con la tecnica del disc diffusion method sui seguenti microrganismi: Bacillus megaterium, Bacillus mojavensis, Clavibacter michiganensis e Clostridium tyrobutyricum. Tale attività è stata comparata con due antibiotici, quali l’Ampicillina (100 µg/mL) e la Kanamicina (50 µg/mL), e con un pre-dipping commerciale. I risultati evidenziano un’attività inibitoria in tutte e tre le formulazioni sperimentali verso i seguenti microrganismi: C. tyrobutyricum, B. megaterium, B. mojavensis, C. michiganensis, Xanthomonas campestris. Nessuna attività è stata rilevata nei confronti dell’Escherichia coli. Tra le tre differenti formilazioni sono state registrate differenze significative (P≤0,05) per l’attività inibitoria verso il C. tyrobutyricum, F2 ha espresso la maggiore attività. Per tutte le formulazioni sperimentali, l'efficacia rilevata, è inferiore rispetto all'ampicillina. Dal confronto tra i predipping sperimentali e il commerciale sono emerse differenze significative (P≤0,05) nei livelli di efficacia verso il C. tyrobutyricum. In particolare, le nuove formulazioni hanno Adduci et al (2017) Scienza e Tecnica Lattiero-Casearia, 68 (1-2), 31-38 31 * Corrispondenza ed estratti: francesco.adduci@unibas.it; tel. (+39) 3403749556 1 Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali, SAFE Università degli Studi della Basilicata. Viale dell’Ateneo lucano 10, 85100 Potenza (PZ) manifestato tutte un'attività superiore al commerciale ma solo per F1 e F2 tali differenze sono risultate significative (P≤0,05).
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