L'articolo descrive un analisi condotta sull’andamento della concentrazione del cloro libero in uno schema di approvvigionamento idropotabile. Questo parametro può essere interpretato come indice di controllo della qualità delle acque, e quindi essere inteso anche come funzione gestionale considerato che una sua determinazione sistematica può consentire di riconoscere processi degradativi in atto nella rete e fornire dati per regolare il processo di disinfezione. L’elaborazione dei dati osservati nelle stazioni di campionamento dello schema di adduzione ha mostrato che nel periodo d’indagine i valori di concentrazione presentano valori inferiori a 0,2 mgCl2/l, valore minimo consigliato al punto di consegna all’utenza dalla normativa vigente, in più del 50 % dei dati osservati in tutte le stazioni di campionamento e in più del 70 % dei dati osservati in uno schema di monitoraggio ridotto e costituito da 7 stazioni selezionate. Inoltre la distribuzione dei valori medi della concentrazione del cloro libero ha evidenziato un andamento decrescente all’aumentare della distanza dalla sezione di disinfezione. Analogo comportamento si osserva per i parametro statistici mediana e 70° percentile. Condizioni di questo tipo, ovviamente seppure non possano inficiare un giudizio di potabilità, comportano la necessità di condurre una nuova fase di clorazione ai serbatoi delle utenze comunali e consortili nel caso di rispetto del valore indicato nella normativa. La riduzione del cloro è evidente già nelle condotte più vicine all’origine dell’acquedotto e nelle condotte con diametro più piccolo caratterizzate da un periodo di esercizio più lungo. Nel primo caso, una tale situazione può essere ricondotta alla presenza di sostanze rapidamente ossidabili la cui richiesta di cloro non è stata coperta dal dosaggio effettuato nella sezione di disinfezione. Nel secondo caso il fenomeno è certamente dovuto a condizioni locali. Nel presente lavoro viene inoltre descritta un applicazione al sistema in studio del modello di calcolo EPANET (United States Environmental Protection Agency, 1994) che ha evidenziato una buona capacità di rappresentare i processi di degradazione qualitativa in atto nella rete di condotte in condizioni stazionarie di funzionamento idraulico. In particolare sono stati stimati i valori del tasso costante di consumo nel mezzo liquido, Kb, e del tasso costante di consumo del cloro all’interfaccia solido-liquido a contatto con le pareti delle condotte, Kw. I risultati delle simulazioni hanno evidenziato un ottimo rappresentatività dei dati con valori di Kb variabili tra 0,1 e 0,3 giorno-1 abbinati a valori di Kw variabili tra 0,01 e 0,07 m*giorno-1. Questi valori determinati per lo schema idrico esaminato sono inferiori a quelli indicati in letteratura per le reti distribuzione cittadine ciò a dimostrare, nella generalità dei casi, lo svolgersi di fenomeni di consumo del cloro libero nelle acque meno intensi.

Il consumo di cloro libero in uno schema idrico con basso grado di protezione

TRULLI, Ettore;ERMINI, Ruggero Giuseppe Alfredo;
2002-01-01

Abstract

L'articolo descrive un analisi condotta sull’andamento della concentrazione del cloro libero in uno schema di approvvigionamento idropotabile. Questo parametro può essere interpretato come indice di controllo della qualità delle acque, e quindi essere inteso anche come funzione gestionale considerato che una sua determinazione sistematica può consentire di riconoscere processi degradativi in atto nella rete e fornire dati per regolare il processo di disinfezione. L’elaborazione dei dati osservati nelle stazioni di campionamento dello schema di adduzione ha mostrato che nel periodo d’indagine i valori di concentrazione presentano valori inferiori a 0,2 mgCl2/l, valore minimo consigliato al punto di consegna all’utenza dalla normativa vigente, in più del 50 % dei dati osservati in tutte le stazioni di campionamento e in più del 70 % dei dati osservati in uno schema di monitoraggio ridotto e costituito da 7 stazioni selezionate. Inoltre la distribuzione dei valori medi della concentrazione del cloro libero ha evidenziato un andamento decrescente all’aumentare della distanza dalla sezione di disinfezione. Analogo comportamento si osserva per i parametro statistici mediana e 70° percentile. Condizioni di questo tipo, ovviamente seppure non possano inficiare un giudizio di potabilità, comportano la necessità di condurre una nuova fase di clorazione ai serbatoi delle utenze comunali e consortili nel caso di rispetto del valore indicato nella normativa. La riduzione del cloro è evidente già nelle condotte più vicine all’origine dell’acquedotto e nelle condotte con diametro più piccolo caratterizzate da un periodo di esercizio più lungo. Nel primo caso, una tale situazione può essere ricondotta alla presenza di sostanze rapidamente ossidabili la cui richiesta di cloro non è stata coperta dal dosaggio effettuato nella sezione di disinfezione. Nel secondo caso il fenomeno è certamente dovuto a condizioni locali. Nel presente lavoro viene inoltre descritta un applicazione al sistema in studio del modello di calcolo EPANET (United States Environmental Protection Agency, 1994) che ha evidenziato una buona capacità di rappresentare i processi di degradazione qualitativa in atto nella rete di condotte in condizioni stazionarie di funzionamento idraulico. In particolare sono stati stimati i valori del tasso costante di consumo nel mezzo liquido, Kb, e del tasso costante di consumo del cloro all’interfaccia solido-liquido a contatto con le pareti delle condotte, Kw. I risultati delle simulazioni hanno evidenziato un ottimo rappresentatività dei dati con valori di Kb variabili tra 0,1 e 0,3 giorno-1 abbinati a valori di Kw variabili tra 0,01 e 0,07 m*giorno-1. Questi valori determinati per lo schema idrico esaminato sono inferiori a quelli indicati in letteratura per le reti distribuzione cittadine ciò a dimostrare, nella generalità dei casi, lo svolgersi di fenomeni di consumo del cloro libero nelle acque meno intensi.
2002
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