Riassunto Alcuni centri urbani della Basilicata, assoggettati nel passato ad incauti interventi dell’uomo, talvolta per esigenze di emergenza ambientale e talaltra per lo sviluppo economico incontrollato del territorio, sono stati spesso teatro di luttuose catastrofi in cui la natura ha dato spettacolo delle sue autorevoli leggi fisiche. In questo lavoro è stato affrontato il problema dello sviluppo territoriale, attraverso la cura del territorio e la tutela delle risorse naturali con particolare riguardo a quelle geologico-ambientali, mediante una nuova metodologia di approccio basata sul connubio tra il rigore scientifico di alcune leggi della fisica che regolano gli equilibri tra uomo ed ambiente e l’analisi di alcuni casi concreti verificatisi in Basilicata. Due aspetti fondamentali dell’ambiente sono stati mesi a confronto: l’edilizia urbana, caratterizzata dal forte legame con il luogo, fino a divenire geologia urbana e il paesaggio, inteso come la risorsa geologica più caratteristica della Basilicata poiché, se rivalutate nel rispetto di uno sviluppo sostenibile, possono rappresentare una risorsa economica per il territorio. Per altro, molte regioni (Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Veneto, Puglia ecc.) si sono già dotate di uno strumento giuridico atto a tutelare e valorizzare il patrimonio geologico. Secondo Poli (1999) un qualsiasi “oggetto geologico” diventa patrimonio comune dell’umanità, e quindi “bene culturale”, solo nel momento in cui la conoscenza è condivisa e l’oggetto può essere fruito, altrimenti rimane solo un reperto, insignificante parte di un catalogo. Per scoprire e comprendere appieno la valenza del patrimonio geologico e dunque consentirne e indirizzarne la fruibilità (Esposto et alii, 2004) naturalmente non si può prescindere dallo studio e analisi dei paesaggi geologici i quali consentono di tutelarne e salvaguardarne l’integrità. Infatti, la fruibilità, se piena e corretta, è strumento di conservazione, tutela e salvaguardia nonché motore straordinario di sviluppo sostenibile, reale e concreto. I due centri urbani della Basilicata analizzati sono Craco e Campomaggiore vecchio che a causa di catastrofici e violenti eventi geologici, sono già da tempo abbandonati ed oggi hanno raggiunto un equilibrio termodinamico stabile tale da consentire le riflessioni sullo sviluppo sostenibile della città. Chi decide di addentrarsi per esempio tra i ruderi della città di Craco non è mai sicuro di camminare su un tetto o sulla collina. Qui ogni piazzetta è un salotto, da cui assaporare quell’unicum che esiste tra città e natura. Perciò si ritiene che i paesaggi geologici di Craco e Campomaggiore vecchio, solo se sostenibilmente valorizzati, potranno rappresentare un efficiente volano di sviluppo economico. Secondo Piacente & Poli (2003), l’ipotesi di un “turismo sostenibile che diffonda cultura ambientale e induca sviluppo economico” non può che rappresentare un’ineluttabile strumento di corretta ed intelligente gestione del territorio per tradursi in un insostituibile motore di sviluppo (Scarelli & Poli 1995).

LA GEOLOGIA AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE LA VALORIZZAZIONE DEI PAESAGGI GEOLOGICI LUCANI

GIACCARI, Emanuele
2011-01-01

Abstract

Riassunto Alcuni centri urbani della Basilicata, assoggettati nel passato ad incauti interventi dell’uomo, talvolta per esigenze di emergenza ambientale e talaltra per lo sviluppo economico incontrollato del territorio, sono stati spesso teatro di luttuose catastrofi in cui la natura ha dato spettacolo delle sue autorevoli leggi fisiche. In questo lavoro è stato affrontato il problema dello sviluppo territoriale, attraverso la cura del territorio e la tutela delle risorse naturali con particolare riguardo a quelle geologico-ambientali, mediante una nuova metodologia di approccio basata sul connubio tra il rigore scientifico di alcune leggi della fisica che regolano gli equilibri tra uomo ed ambiente e l’analisi di alcuni casi concreti verificatisi in Basilicata. Due aspetti fondamentali dell’ambiente sono stati mesi a confronto: l’edilizia urbana, caratterizzata dal forte legame con il luogo, fino a divenire geologia urbana e il paesaggio, inteso come la risorsa geologica più caratteristica della Basilicata poiché, se rivalutate nel rispetto di uno sviluppo sostenibile, possono rappresentare una risorsa economica per il territorio. Per altro, molte regioni (Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Veneto, Puglia ecc.) si sono già dotate di uno strumento giuridico atto a tutelare e valorizzare il patrimonio geologico. Secondo Poli (1999) un qualsiasi “oggetto geologico” diventa patrimonio comune dell’umanità, e quindi “bene culturale”, solo nel momento in cui la conoscenza è condivisa e l’oggetto può essere fruito, altrimenti rimane solo un reperto, insignificante parte di un catalogo. Per scoprire e comprendere appieno la valenza del patrimonio geologico e dunque consentirne e indirizzarne la fruibilità (Esposto et alii, 2004) naturalmente non si può prescindere dallo studio e analisi dei paesaggi geologici i quali consentono di tutelarne e salvaguardarne l’integrità. Infatti, la fruibilità, se piena e corretta, è strumento di conservazione, tutela e salvaguardia nonché motore straordinario di sviluppo sostenibile, reale e concreto. I due centri urbani della Basilicata analizzati sono Craco e Campomaggiore vecchio che a causa di catastrofici e violenti eventi geologici, sono già da tempo abbandonati ed oggi hanno raggiunto un equilibrio termodinamico stabile tale da consentire le riflessioni sullo sviluppo sostenibile della città. Chi decide di addentrarsi per esempio tra i ruderi della città di Craco non è mai sicuro di camminare su un tetto o sulla collina. Qui ogni piazzetta è un salotto, da cui assaporare quell’unicum che esiste tra città e natura. Perciò si ritiene che i paesaggi geologici di Craco e Campomaggiore vecchio, solo se sostenibilmente valorizzati, potranno rappresentare un efficiente volano di sviluppo economico. Secondo Piacente & Poli (2003), l’ipotesi di un “turismo sostenibile che diffonda cultura ambientale e induca sviluppo economico” non può che rappresentare un’ineluttabile strumento di corretta ed intelligente gestione del territorio per tradursi in un insostituibile motore di sviluppo (Scarelli & Poli 1995).
2011
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11563/94502
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