Il saggio fa il punto sulle notizie relative alle origini del monastero di S. Maria di Picciano, situato nell’agro di Matera e documentato a partire dal 1219. L’analisi di un intervento di papa Onorio III del maggio 1220 in favore della comunità permette sia di stabilire che il monastero esisteva sin dal XII secolo, sia, soprattutto, di porre in relazione la fondazione monastica con la famiglia Altavilla. Dal testo pontificio si evince che Guglielmo III, secondogenito di Tancredi e ultimo re di Sicilia della dinastia Altavilla, aveva mantenuto legami proprio con questo monastero, al quale aveva fatto donazioni cospicue legate alla scelta dello stesso monastero materano quale luogo di sepoltura, a discapito del monastero leccese dei SS. Niccolò e Cataldo, fondato e vocato a questa funzione dal padre Tancredi. La notizia, quasi del tutto isolata, permette sia di aggiungere qualche elemento sulla sorte dell’ultimo sovrano Altavilla, sia di rafforzare il quadro dei rapporti, meglio accertati e documentabili in campo artistico nel XIII secolo, tra l’area materana e quella leccese.

S. Maria di Picciano (MT) e gli ultimi sovrani della dinastia Altavilla

PANARELLI, Francesco
2010

Abstract

Il saggio fa il punto sulle notizie relative alle origini del monastero di S. Maria di Picciano, situato nell’agro di Matera e documentato a partire dal 1219. L’analisi di un intervento di papa Onorio III del maggio 1220 in favore della comunità permette sia di stabilire che il monastero esisteva sin dal XII secolo, sia, soprattutto, di porre in relazione la fondazione monastica con la famiglia Altavilla. Dal testo pontificio si evince che Guglielmo III, secondogenito di Tancredi e ultimo re di Sicilia della dinastia Altavilla, aveva mantenuto legami proprio con questo monastero, al quale aveva fatto donazioni cospicue legate alla scelta dello stesso monastero materano quale luogo di sepoltura, a discapito del monastero leccese dei SS. Niccolò e Cataldo, fondato e vocato a questa funzione dal padre Tancredi. La notizia, quasi del tutto isolata, permette sia di aggiungere qualche elemento sulla sorte dell’ultimo sovrano Altavilla, sia di rafforzare il quadro dei rapporti, meglio accertati e documentabili in campo artistico nel XIII secolo, tra l’area materana e quella leccese.
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