In questo contributo il Mediterraneo viene considerato non come semplice sfondo geografico delle migrazioni verso il Sud Italia, ma come un campo storico e politico nel quale connessione e separazione, violenza di frontiera, lavoro e pratiche di radicamento si intrecciano costantemente. La riflessione prende avvio da un confronto critico tra due paradigmi interpretativi: da un lato il Mediterraneo della connettività microregionale elaborato da Horden e Purcell, dall’altro il Black Mediterranean, recentemente riproposto da Timothy Raeymaekers. Attraverso quest’ultimo approccio il Mediterraneo contemporaneo emerge come spazio segnato dal capitalismo razziale, dalla segregazione del lavoro migrante e dai regimi di frontiera. A partire da una ricerca etnografica condotta tra i migranti musulmani di Bari, l’articolo mostra come moschee, rituali, percorsi urbani, feste pubbliche e dinamiche associative costituiscano pratiche territoriali attraverso cui i migranti costruiscono appartenenze locali e producono nuove forme di radicamento. Il Mediterraneo appare così non soltanto come spazio di attraversamento, ma come campo sociale continuamente ricostruito sulle sue sponde settentrionali.
Dal Mediterraneo delle connessioni al Black Mediterranean
Copertino
2026-01-01
Abstract
In questo contributo il Mediterraneo viene considerato non come semplice sfondo geografico delle migrazioni verso il Sud Italia, ma come un campo storico e politico nel quale connessione e separazione, violenza di frontiera, lavoro e pratiche di radicamento si intrecciano costantemente. La riflessione prende avvio da un confronto critico tra due paradigmi interpretativi: da un lato il Mediterraneo della connettività microregionale elaborato da Horden e Purcell, dall’altro il Black Mediterranean, recentemente riproposto da Timothy Raeymaekers. Attraverso quest’ultimo approccio il Mediterraneo contemporaneo emerge come spazio segnato dal capitalismo razziale, dalla segregazione del lavoro migrante e dai regimi di frontiera. A partire da una ricerca etnografica condotta tra i migranti musulmani di Bari, l’articolo mostra come moschee, rituali, percorsi urbani, feste pubbliche e dinamiche associative costituiscano pratiche territoriali attraverso cui i migranti costruiscono appartenenze locali e producono nuove forme di radicamento. Il Mediterraneo appare così non soltanto come spazio di attraversamento, ma come campo sociale continuamente ricostruito sulle sue sponde settentrionali.| File | Dimensione | Formato | |
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