This essay presents new additions to Luigi Pirandello’s correspondence from 1914, which came to light during research conducted for the National Edition of his Complete Works. The letters, discovered in private collections and addressed to Alberto Albertini of the «Corriere della Sera» and Renato Simoni of «La Lettura», fill a significant chronological gap and allow for a more precise reconstruction of Pirandello’s creative process in the years immediately preceding World War I. The correspondence reveals the gradual deterioration of the writer’s relationship with the prestigious Milanese newspaper, due in particular to Pirandello’s dissent regarding the newspaper’s interventionist stance, as well as to the economic and personal difficulties that led him to intensify his narrative output. Particularly significant is the reference to the genesis of Berecche e la guerra, a project already outlined in 1914 as a series of reflections on the European conflict and an expression of the author’s critical stance toward the war. The essay also highlights the editorial and cultural dynamics of the period, showing how the political climate influenced the reception of Pirandello’s works, contributing to a more precise definition of the author’s poetics and biography in the prewar years.

Il saggio presenta nuove acquisizioni dell’epistolario di Luigi Pirandello relative al 1914, emerse nell’ambito delle ricerche condotte per l’Edizione Nazionale dell’Opera Omnia. Le lettere, rinvenute in collezioni private e indirizzate ad Alberto Albertini del «Corriere della Sera» e a Renato Simoni della «Lettura», colmano una significativa lacuna cronologica e consentono di ricostruire con maggiore precisione il laboratorio creativo pirandelliano negli anni immediatamente precedenti la Prima guerra mondiale. Dal carteggio emerge il progressivo deteriorarsi del rapporto dello scrittore con la prestigiosa testata milanese, dovuto in particolare al dissenso di Pirandello nei confronti della linea interventista del quotidiano, nonché alle difficoltà economiche e personali che lo inducono a intensificare la produzione narrativa. Particolarmente rilevante risulta il riferimento alla genesi di Berecche e la guerra, progetto già delineato nel 1914 come serie di riflessioni sul conflitto europeo ed espressione della posizione critica dell’autore nei confronti della guerra. Il saggio mette in luce anche le dinamiche editoriali e culturali del periodo, mostrando come il clima politico influenzasse la ricezione delle opere pirandelliane, contribuendo a una più puntuale definizione della poetica e della biografia dell’autore negli anni dell’anteguerra.

Nuove acquisizioni nell’epistolario pirandelliano intorno al 1914

Carla Pisani
2026-01-01

Abstract

This essay presents new additions to Luigi Pirandello’s correspondence from 1914, which came to light during research conducted for the National Edition of his Complete Works. The letters, discovered in private collections and addressed to Alberto Albertini of the «Corriere della Sera» and Renato Simoni of «La Lettura», fill a significant chronological gap and allow for a more precise reconstruction of Pirandello’s creative process in the years immediately preceding World War I. The correspondence reveals the gradual deterioration of the writer’s relationship with the prestigious Milanese newspaper, due in particular to Pirandello’s dissent regarding the newspaper’s interventionist stance, as well as to the economic and personal difficulties that led him to intensify his narrative output. Particularly significant is the reference to the genesis of Berecche e la guerra, a project already outlined in 1914 as a series of reflections on the European conflict and an expression of the author’s critical stance toward the war. The essay also highlights the editorial and cultural dynamics of the period, showing how the political climate influenced the reception of Pirandello’s works, contributing to a more precise definition of the author’s poetics and biography in the prewar years.
2026
Il saggio presenta nuove acquisizioni dell’epistolario di Luigi Pirandello relative al 1914, emerse nell’ambito delle ricerche condotte per l’Edizione Nazionale dell’Opera Omnia. Le lettere, rinvenute in collezioni private e indirizzate ad Alberto Albertini del «Corriere della Sera» e a Renato Simoni della «Lettura», colmano una significativa lacuna cronologica e consentono di ricostruire con maggiore precisione il laboratorio creativo pirandelliano negli anni immediatamente precedenti la Prima guerra mondiale. Dal carteggio emerge il progressivo deteriorarsi del rapporto dello scrittore con la prestigiosa testata milanese, dovuto in particolare al dissenso di Pirandello nei confronti della linea interventista del quotidiano, nonché alle difficoltà economiche e personali che lo inducono a intensificare la produzione narrativa. Particolarmente rilevante risulta il riferimento alla genesi di Berecche e la guerra, progetto già delineato nel 1914 come serie di riflessioni sul conflitto europeo ed espressione della posizione critica dell’autore nei confronti della guerra. Il saggio mette in luce anche le dinamiche editoriali e culturali del periodo, mostrando come il clima politico influenzasse la ricezione delle opere pirandelliane, contribuendo a una più puntuale definizione della poetica e della biografia dell’autore negli anni dell’anteguerra.
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