Le caratteristiche della pianta (apparato radicale, sistema conduttore, dimensioni e spessore delle foglie) rendono l’actinidia molto sensibile agli stress idrici (per eccesso o carenza). Pertanto sono necessari una scelta ed una gestione del metodo irriguo molto attente ed in grado di mantenere un livello di umidità nel suolo prossimo alla Capacità Idrica di Campo (CIC). Nella progettazione dell’impianto irriguo bisogna tener conto anche della sensibilità di questa specie agli abbassamenti termici, in modo da poter eventualmente intervenire con l’irrigazione per difendere le piante dalle gelate. Dati i notevoli volumi irrigui stagionali di cui necessita l’actinidia, bisogna fare attenzione alla qualità dell’acqua utilizzata per ridurre i rischi, in particolare negli ambienti con elevato deficit idrico ambientale e scarsa piovosità, di accumulo di sali nel suolo. Tra i possibili suggerimenti per migliorare la performance quali-quantitativa della coltura si ricorda che: - non lavorare il suolo facilita la crescita in superficie dell’apparato radicale, dove le condizioni di temperatura, umidità, attività microbica sono migliori e per l’assorbimento idrico e minerale, in particolare del calcio; - l’inerbimento, in particolare negli ambienti con elevato deficit idrico ambientale, può contribuire a migliorare le caratteristiche idrologiche e la fertilità del suolo ed ad aumentare l’umidità relativa del suolo; - adottare forme di allevamento che permettano di ridurre la quota delle foglie ombreggiate migliorando così non soltanto l’efficienza dell’uso dell’acqua ma anche le caratteristiche qualitative del prodotto in particolare del contenuto in calcio dei frutti.

Actinidia: pianta molto sensibile agli stress idrici

XILOYANNIS, Cristos;MONTANARO, Giuseppe;DICHIO, Bartolomeo;PALESE, Assunta Maria
2003

Abstract

Le caratteristiche della pianta (apparato radicale, sistema conduttore, dimensioni e spessore delle foglie) rendono l’actinidia molto sensibile agli stress idrici (per eccesso o carenza). Pertanto sono necessari una scelta ed una gestione del metodo irriguo molto attente ed in grado di mantenere un livello di umidità nel suolo prossimo alla Capacità Idrica di Campo (CIC). Nella progettazione dell’impianto irriguo bisogna tener conto anche della sensibilità di questa specie agli abbassamenti termici, in modo da poter eventualmente intervenire con l’irrigazione per difendere le piante dalle gelate. Dati i notevoli volumi irrigui stagionali di cui necessita l’actinidia, bisogna fare attenzione alla qualità dell’acqua utilizzata per ridurre i rischi, in particolare negli ambienti con elevato deficit idrico ambientale e scarsa piovosità, di accumulo di sali nel suolo. Tra i possibili suggerimenti per migliorare la performance quali-quantitativa della coltura si ricorda che: - non lavorare il suolo facilita la crescita in superficie dell’apparato radicale, dove le condizioni di temperatura, umidità, attività microbica sono migliori e per l’assorbimento idrico e minerale, in particolare del calcio; - l’inerbimento, in particolare negli ambienti con elevato deficit idrico ambientale, può contribuire a migliorare le caratteristiche idrologiche e la fertilità del suolo ed ad aumentare l’umidità relativa del suolo; - adottare forme di allevamento che permettano di ridurre la quota delle foglie ombreggiate migliorando così non soltanto l’efficienza dell’uso dell’acqua ma anche le caratteristiche qualitative del prodotto in particolare del contenuto in calcio dei frutti.
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