Questo lavoro, partendo da un’analisi dei contesti scientifici esistenti, è stato dedicato all’interpretazione dei nuovi scenari in cui si esprime l’educazione. La distinzione tra nativi e immigrati digitali propone un gap culturale nella storia contemporanea che riguarda soprattutto il modo di pensare, ragionare, memorizzare ed interagire degli esseri umani. Ma la soluzione al divario digitale può consistere nell’inventare videogiochi per tutti gli argomenti e livelli d’istruzione, così come proposto da Marc Prensky? Le tecnologie digitali, pur velocizzando le operazioni, non possono sostituire in toto la riflessività, l’analisi critica e la capacità immaginativa del soggetto che apprende. Questa riflessione, partendo dalle definizioni di “competenza digitale” e di “ict literacy”, prova a ridefinire i nuovi compiti educativi della società della conoscenza e le conseguenti implicazioni pedagogiche, muovendo dal passaggio significativo che ha accompagnato la net generation dalla “cultura mosaico” alla “cultura flusso e di rete”. Una scuola 2.0 capace di mediare le esperienze digitali con il mondo reale, scongiurando il rischio di una deriva virtuale nel cyberspazio, consapevole dei rischi e delle opportunità generati dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dovrà interpretare criticamente tutti i processi sociali e democratici.

Digital Literacy e Scuola Digitale

fabiano
2017

Abstract

Questo lavoro, partendo da un’analisi dei contesti scientifici esistenti, è stato dedicato all’interpretazione dei nuovi scenari in cui si esprime l’educazione. La distinzione tra nativi e immigrati digitali propone un gap culturale nella storia contemporanea che riguarda soprattutto il modo di pensare, ragionare, memorizzare ed interagire degli esseri umani. Ma la soluzione al divario digitale può consistere nell’inventare videogiochi per tutti gli argomenti e livelli d’istruzione, così come proposto da Marc Prensky? Le tecnologie digitali, pur velocizzando le operazioni, non possono sostituire in toto la riflessività, l’analisi critica e la capacità immaginativa del soggetto che apprende. Questa riflessione, partendo dalle definizioni di “competenza digitale” e di “ict literacy”, prova a ridefinire i nuovi compiti educativi della società della conoscenza e le conseguenti implicazioni pedagogiche, muovendo dal passaggio significativo che ha accompagnato la net generation dalla “cultura mosaico” alla “cultura flusso e di rete”. Una scuola 2.0 capace di mediare le esperienze digitali con il mondo reale, scongiurando il rischio di una deriva virtuale nel cyberspazio, consapevole dei rischi e delle opportunità generati dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dovrà interpretare criticamente tutti i processi sociali e democratici.
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