Questo articolo partendo della diffusione del concetto di nativi digitali e quindi di un nuovo modo di pensare, ragionare, memorizzare, interagire e vivere dei giovani nati dopo gli anni 90, si impegna ad argomentare come la nuova scuola digitale deve provare a mediare l’impatto delle nuove tecnologie nei processi e nei contesti di apprendimento. In questo passaggio da scuola tradizionale a scuola digitale, partendo dalle nuove definizioni di competenza digitale e di ict literacy, bisogna impegnarsi a ridefinire la mission di una scuola che pur non tradendo il suo fine ultimo educativo, riesca a consolidare nuovi ambiti di applicazione pedagogica partendo dalle possibilità delle nuove tecnologie che ha accompagnato la nascita della net generation. Deve nascere, perciò, un ripensamento dei processi educativi proponendo ai soggetti in formazione la possibilità di sviluppare un pensiero critico, plurilinguistico e multidimensionale, intessuto di creatività e responsabilità. In questo contesto a scuola si deve imparare coi media, proponendo un modello educativo che integra modelli didattici interattivi e meta cognitivi, a modelli ermeneutici, secondo il quale il soggetto in formazione viene sostenuto dal soggetto educante, imparando anche dagli errori. Si prova quindi a definire una strategia pedagogica che tenti di cogliere le tendenze in atto tra tante opportunità abbandonando piste già percorse. Una nuova paidea secondo cui il docente consapevole degli scenari assolutamente inediti che ha di fronte, stimola e asseconda la creatività dell’alunno, guidandolo con discrezione e fermezza.

Verso la scuola 2.0

fabiano
2014

Abstract

Questo articolo partendo della diffusione del concetto di nativi digitali e quindi di un nuovo modo di pensare, ragionare, memorizzare, interagire e vivere dei giovani nati dopo gli anni 90, si impegna ad argomentare come la nuova scuola digitale deve provare a mediare l’impatto delle nuove tecnologie nei processi e nei contesti di apprendimento. In questo passaggio da scuola tradizionale a scuola digitale, partendo dalle nuove definizioni di competenza digitale e di ict literacy, bisogna impegnarsi a ridefinire la mission di una scuola che pur non tradendo il suo fine ultimo educativo, riesca a consolidare nuovi ambiti di applicazione pedagogica partendo dalle possibilità delle nuove tecnologie che ha accompagnato la nascita della net generation. Deve nascere, perciò, un ripensamento dei processi educativi proponendo ai soggetti in formazione la possibilità di sviluppare un pensiero critico, plurilinguistico e multidimensionale, intessuto di creatività e responsabilità. In questo contesto a scuola si deve imparare coi media, proponendo un modello educativo che integra modelli didattici interattivi e meta cognitivi, a modelli ermeneutici, secondo il quale il soggetto in formazione viene sostenuto dal soggetto educante, imparando anche dagli errori. Si prova quindi a definire una strategia pedagogica che tenti di cogliere le tendenze in atto tra tante opportunità abbandonando piste già percorse. Una nuova paidea secondo cui il docente consapevole degli scenari assolutamente inediti che ha di fronte, stimola e asseconda la creatività dell’alunno, guidandolo con discrezione e fermezza.
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