Il saggio, frutto di una ricerca di prima mano, ricostruisce la rete di rapporti che esisteva fra l’architetto Marcello Canino (1895-1970), cui è dedicato il volume, e vari artisti italiani del Novecento. Le arti, dalla pittura alla scultura e al disegno, dalla musica al teatro, svolsero un ruolo privilegiato nella vicenda professionale ed umana di Canino. Il colloquio stabilito dall’architetto con le arti e gli artisti del suo tempo raggiunse la massima intensità negli anni Trenta del Novecento, decennio in cui si situano gli episodi salienti, nella sua carriera, di cooperazione con scultori e pittori italiani attivi fra le due guerre, nell’ambito del rilancio, avvenuto in quel periodo, del monumento celebrativo, della pittura murale e delle scultura architettonica. Con diversi degli artisti con cui lavorò - come De Veroli, Brancaccio, De Val, Girosi - Canino coltivò un rapporto di amicizia, di cui sono testimonianza tangibile, da un lato, la sintonia rilevabile sul piano estetico fra essi e l’architetto nelle opere condotte in collaborazione, e dall’altro la collezione privata di dipinti e sculture di Canino, composta per la maggior parte da doni ricevuti dagli stessi artisti. Il legame dell’architetto con l’arte prese forma anche nella pratica diretta del disegno a mano libera e dell’illustrazione, settori della sua attività che sono rimasti quasi sconosciuti, all’ombra della sua notorietà come architetto e urbanista.

Il rapporto con le arti figurative

CUOZZO, Mariadelaide
2005

Abstract

Il saggio, frutto di una ricerca di prima mano, ricostruisce la rete di rapporti che esisteva fra l’architetto Marcello Canino (1895-1970), cui è dedicato il volume, e vari artisti italiani del Novecento. Le arti, dalla pittura alla scultura e al disegno, dalla musica al teatro, svolsero un ruolo privilegiato nella vicenda professionale ed umana di Canino. Il colloquio stabilito dall’architetto con le arti e gli artisti del suo tempo raggiunse la massima intensità negli anni Trenta del Novecento, decennio in cui si situano gli episodi salienti, nella sua carriera, di cooperazione con scultori e pittori italiani attivi fra le due guerre, nell’ambito del rilancio, avvenuto in quel periodo, del monumento celebrativo, della pittura murale e delle scultura architettonica. Con diversi degli artisti con cui lavorò - come De Veroli, Brancaccio, De Val, Girosi - Canino coltivò un rapporto di amicizia, di cui sono testimonianza tangibile, da un lato, la sintonia rilevabile sul piano estetico fra essi e l’architetto nelle opere condotte in collaborazione, e dall’altro la collezione privata di dipinti e sculture di Canino, composta per la maggior parte da doni ricevuti dagli stessi artisti. Il legame dell’architetto con l’arte prese forma anche nella pratica diretta del disegno a mano libera e dell’illustrazione, settori della sua attività che sono rimasti quasi sconosciuti, all’ombra della sua notorietà come architetto e urbanista.
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