Gli spazi intorno alla città hanno costituito per tutto il mezzo secolo dello scorso millennio il serbatoio di suolo in cui edificare le nuove espansioni urbane. Emblematiche sono le immagini degli insediamenti INA Casa che si stagliavano contro una campagna rurale prodotta da una società prevalentemente rurale quale era l’Italia del Dopoguerra, verso un processo di rapida modernizzazione a cui andava incontro il Paese. In questo spazio oggi si leggono i movimenti a più corto raggio dei nuovi fenomeni di migrazioni interne, esodi fuori porta sullo sfondo di sacche di resistenza e immobilità della campagna. Attualmente in questo spazio si giocano molte chances per le città, soprattutto si misurerà in futuro la loro capacità di competere su una nuova proposta di sostenibilità che all’uso parsimonioso delle risorse non escluda la possibilità di riprodurle. Al progetto urbanistico viene lanciata la sfida di misurarsi su un terreno incerto in cui mancano interlocutori riconoscibili, in un momento in cui si è ridotta la capacità di mediazione sociale sullo spazio, si è sempre meno informati di quello che succede intorno e scarseggiano le strategie che sappiano orientare un sapere comune. Si è ritenuto utile partire da alcuni casi concreti di esperienze italiane che hanno provato a costruire un progetto di città mettendo in gioco lo spazio agricolo periurbano per incominciare a delineare un atlante provvisorio sullo stato dell’arte in Italia a partire dalle esperienze in atto. Alcuni temi ricorrenti sembrano delinearsi in questo besoin de campagne, dove le riserve demografiche di popolazione del mondo rurale a cui la città ha attinto in passato si stanno trasformando in gruppi sociali non completamente definibili che delineano tracce di comunità. Le questioni sollevate possono ricondursi ad alcuni temi generali: la capacità delle funzioni agricole e degli agricoltori di vivere nella prossimità urbana con un progetto culturale ed economico innovativo; la sostenibilità della città e l’uso cauto e parsimonioso delle sue risorse affinché sia garantita la qualità di vita e la salubrità, la capacità della nozione paesaggio di essere categoria euristica che promuove progetti di comunità e territori a partire da una prospettiva agri-urbana.

Le sfide del progetto urbanistico nelle campagne urbane. The challenges of urban planning in urban countryside

MININNI, MARIAVALERIA
2007

Abstract

Gli spazi intorno alla città hanno costituito per tutto il mezzo secolo dello scorso millennio il serbatoio di suolo in cui edificare le nuove espansioni urbane. Emblematiche sono le immagini degli insediamenti INA Casa che si stagliavano contro una campagna rurale prodotta da una società prevalentemente rurale quale era l’Italia del Dopoguerra, verso un processo di rapida modernizzazione a cui andava incontro il Paese. In questo spazio oggi si leggono i movimenti a più corto raggio dei nuovi fenomeni di migrazioni interne, esodi fuori porta sullo sfondo di sacche di resistenza e immobilità della campagna. Attualmente in questo spazio si giocano molte chances per le città, soprattutto si misurerà in futuro la loro capacità di competere su una nuova proposta di sostenibilità che all’uso parsimonioso delle risorse non escluda la possibilità di riprodurle. Al progetto urbanistico viene lanciata la sfida di misurarsi su un terreno incerto in cui mancano interlocutori riconoscibili, in un momento in cui si è ridotta la capacità di mediazione sociale sullo spazio, si è sempre meno informati di quello che succede intorno e scarseggiano le strategie che sappiano orientare un sapere comune. Si è ritenuto utile partire da alcuni casi concreti di esperienze italiane che hanno provato a costruire un progetto di città mettendo in gioco lo spazio agricolo periurbano per incominciare a delineare un atlante provvisorio sullo stato dell’arte in Italia a partire dalle esperienze in atto. Alcuni temi ricorrenti sembrano delinearsi in questo besoin de campagne, dove le riserve demografiche di popolazione del mondo rurale a cui la città ha attinto in passato si stanno trasformando in gruppi sociali non completamente definibili che delineano tracce di comunità. Le questioni sollevate possono ricondursi ad alcuni temi generali: la capacità delle funzioni agricole e degli agricoltori di vivere nella prossimità urbana con un progetto culturale ed economico innovativo; la sostenibilità della città e l’uso cauto e parsimonioso delle sue risorse affinché sia garantita la qualità di vita e la salubrità, la capacità della nozione paesaggio di essere categoria euristica che promuove progetti di comunità e territori a partire da una prospettiva agri-urbana.
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