Il 1230 fu un anno di svolta per la città di Matera: un gruppo di religiose, le moniales novarum penitentium, provenienti dalla Terra Santa si insediò nella città e in altri centri pugliesi, mentre proprio il loro chiacchierato patrocinatore, l’arcivescovo di Acerenza, Andrea, figura determinante nell’ascesa della città, vide la fine della sua carriera. Negli stessi anni erano in piena attività i cantieri delle splendide costruzioni romaniche della Cattedrale e di Santa Maria la Nova, la chiesa donata dall’arcivescovo alle religiose. Gli interventi raccolti in questo volume esaminano le vicende legate al trasferimento e all’insediamento delle moniales da Accon a Matera, inquadrandolo sia nelle specifiche dinamiche urbane, che influenzarono il consolidamento del loro vasto patrimonio immobiliare, sia nel contesto del coevo movimento penitenziale femminile europeo, sia negli sviluppi successivi, tanto all’interno della congregazione, destinata a trasformarsi in un nuovo piccolo ordine, quanto nella memoria costruita dalla emergente storiografia materana in età moderna. L’indagine sui processi di costruzione della memoria della comunità femminile di Santa Maria la Nova si è rivelata un terreno fruttuoso per interpretare le tensioni che condussero al consolidarsi di una coscienza civica – e poi più marcatamente municipalistica - nella città di Matera. Parte significativa dell’indagine è dedicata alle fonti materiali: la chiesa, con il suo apparato decorativo, e le tracce archeologiche emerse nello spazio antistante la chiesa monastica. Il volume ha così recuperato un quasi sconosciuto episodio della storia della religiosità femminile tra XIII e XIV secolo e ha permesso ancora una volta di ribadire il ruolo della Puglia medievale negli scambi con l’Oriente e con l’Europa continentale.

Da Accon a Matera: Santa Maria la Nova, un monastero femminile tra dimensione mediterranea e identità urbana (XIII-XVI secolo),

PANARELLI, Francesco
2012

Abstract

Il 1230 fu un anno di svolta per la città di Matera: un gruppo di religiose, le moniales novarum penitentium, provenienti dalla Terra Santa si insediò nella città e in altri centri pugliesi, mentre proprio il loro chiacchierato patrocinatore, l’arcivescovo di Acerenza, Andrea, figura determinante nell’ascesa della città, vide la fine della sua carriera. Negli stessi anni erano in piena attività i cantieri delle splendide costruzioni romaniche della Cattedrale e di Santa Maria la Nova, la chiesa donata dall’arcivescovo alle religiose. Gli interventi raccolti in questo volume esaminano le vicende legate al trasferimento e all’insediamento delle moniales da Accon a Matera, inquadrandolo sia nelle specifiche dinamiche urbane, che influenzarono il consolidamento del loro vasto patrimonio immobiliare, sia nel contesto del coevo movimento penitenziale femminile europeo, sia negli sviluppi successivi, tanto all’interno della congregazione, destinata a trasformarsi in un nuovo piccolo ordine, quanto nella memoria costruita dalla emergente storiografia materana in età moderna. L’indagine sui processi di costruzione della memoria della comunità femminile di Santa Maria la Nova si è rivelata un terreno fruttuoso per interpretare le tensioni che condussero al consolidarsi di una coscienza civica – e poi più marcatamente municipalistica - nella città di Matera. Parte significativa dell’indagine è dedicata alle fonti materiali: la chiesa, con il suo apparato decorativo, e le tracce archeologiche emerse nello spazio antistante la chiesa monastica. Il volume ha così recuperato un quasi sconosciuto episodio della storia della religiosità femminile tra XIII e XIV secolo e ha permesso ancora una volta di ribadire il ruolo della Puglia medievale negli scambi con l’Oriente e con l’Europa continentale.
9783643118301
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