One of Chiara Matraini’s (1515–1604) early works, an author best known for her canzonieri, is the vernacular translation of the “Oratione d’Isocrate a Demonico figliuolo d’Ipponico. Circa a l’essortation de’ costumi che si convengono a tutti i nobilissimi giovani” (Florence, Torrentino, 1556). With this youthful work, the author entered a predominantly male tradition of vernacular translations of the pseudo-Isocratean text, demonstrating her skill as a translator of a work regarded as indispensable for a humanistic education oriented toward the παιδεία. Not by chance, Matraini had chosen to dedicate it to the young Giulio de’ Medici. Among the subsequent "Lettere" that open the canzonieri published in 1595 (Lucca, Busdraghi-Guidoboni) and 1597 (Venice, Moretti) is an epistle addressed to her son Federico Cantarini, in which the author “gli scrive molti degni e memorabili ricordi”. This letter takes the form of a highly reworked compendium, on both the rhetorical and stylistic levels, of the youthful vernacular translation of the “Oratione”. Through a comparison of the two texts, this paper aims, on the one hand, to analyse the intensification of—and the semantic effects produced by—the figures of amplificatio present in the epistle, where the periodic style takes on more solemn tones, attributable to an imitatio that looks, in parallel, to the Latin version of the text; on the other, it seeks to highlight Matraini’s revision of the youthful vernacular translation in a moral and Christian key, that is, the rhetorical, thematic, and lexical shifts she made in light of the Counter-Reformation impulses that characterized the mature phase of her production.

Una delle opere d’esordio di Chiara Matraini (1515-1604), autrice più nota per i suoi canzonieri, è il volgarizzamento dell’"Oratione d’Isocrate a Demonico figliuolo d’Ipponico. Circa a l’essortation de’ costumi che si convengono a tutti i nobilissimi giovani" (Firenze, Torrentino, 1556). Con questa prova giovanile, l’autrice si inseriva in un filone prevalentemente maschile di volgarizzamenti del testo pseudo-isocrateo, mostrando la sua perizia di traduttrice di un’opera ritenuta imprescindibile per un’educazione umanistica all’insegna della παιδεία. Matraini, non a caso, aveva scelto di dedicarla al giovane Giulio de’ Medici. Tra le successive "Lettere" che aprono i canzonieri pubblicati nel 1595 (Lucca, Busdraghi-Guidoboni) e nel 1597 (Venezia, Moretti), figura un’epistola indirizzata al figlio Federico Cantarini, in cui l’autrice “gli scrive molti degni e memorabili ricordi”. Questa lettera si configura come un compendio altamente rielaborato, sul piano retorico e stilistico, del volgarizzamento giovanile dell’"Oratione". Attraverso il confronto tra i due testi, l’intervento si propone di analizzare da un lato, l’intensificazione (e gli effetti di senso) delle figure dell’amplificatio presenti nell’epistola, dove il periodare assume toni più solenni – riconducibili a un’imitatio che guarda, in parallelo, alla versione latina del testo; dall’altro, intende mettere in luce il lavoro di revisione in chiave morale e cristiana del volgarizzamento giovanile, ovvero le torsioni retoriche, tematiche e lessicali operate da Matraini alla luce delle istanze controriformistiche che caratterizzarono la fase matura della sua produzione.

C. Acucella, Persuadere alla virtù. Chiara Matraini e il modello isocrateo, tra retorica ed epistolario, in Voci della persuasione. Scrittrici e retorica nell'Italia del Rinascimento, a cura di S. Mauriello

Cristina Acucella
2026-01-01

Abstract

One of Chiara Matraini’s (1515–1604) early works, an author best known for her canzonieri, is the vernacular translation of the “Oratione d’Isocrate a Demonico figliuolo d’Ipponico. Circa a l’essortation de’ costumi che si convengono a tutti i nobilissimi giovani” (Florence, Torrentino, 1556). With this youthful work, the author entered a predominantly male tradition of vernacular translations of the pseudo-Isocratean text, demonstrating her skill as a translator of a work regarded as indispensable for a humanistic education oriented toward the παιδεία. Not by chance, Matraini had chosen to dedicate it to the young Giulio de’ Medici. Among the subsequent "Lettere" that open the canzonieri published in 1595 (Lucca, Busdraghi-Guidoboni) and 1597 (Venice, Moretti) is an epistle addressed to her son Federico Cantarini, in which the author “gli scrive molti degni e memorabili ricordi”. This letter takes the form of a highly reworked compendium, on both the rhetorical and stylistic levels, of the youthful vernacular translation of the “Oratione”. Through a comparison of the two texts, this paper aims, on the one hand, to analyse the intensification of—and the semantic effects produced by—the figures of amplificatio present in the epistle, where the periodic style takes on more solemn tones, attributable to an imitatio that looks, in parallel, to the Latin version of the text; on the other, it seeks to highlight Matraini’s revision of the youthful vernacular translation in a moral and Christian key, that is, the rhetorical, thematic, and lexical shifts she made in light of the Counter-Reformation impulses that characterized the mature phase of her production.
2026
9791256693481
Una delle opere d’esordio di Chiara Matraini (1515-1604), autrice più nota per i suoi canzonieri, è il volgarizzamento dell’"Oratione d’Isocrate a Demonico figliuolo d’Ipponico. Circa a l’essortation de’ costumi che si convengono a tutti i nobilissimi giovani" (Firenze, Torrentino, 1556). Con questa prova giovanile, l’autrice si inseriva in un filone prevalentemente maschile di volgarizzamenti del testo pseudo-isocrateo, mostrando la sua perizia di traduttrice di un’opera ritenuta imprescindibile per un’educazione umanistica all’insegna della παιδεία. Matraini, non a caso, aveva scelto di dedicarla al giovane Giulio de’ Medici. Tra le successive "Lettere" che aprono i canzonieri pubblicati nel 1595 (Lucca, Busdraghi-Guidoboni) e nel 1597 (Venezia, Moretti), figura un’epistola indirizzata al figlio Federico Cantarini, in cui l’autrice “gli scrive molti degni e memorabili ricordi”. Questa lettera si configura come un compendio altamente rielaborato, sul piano retorico e stilistico, del volgarizzamento giovanile dell’"Oratione". Attraverso il confronto tra i due testi, l’intervento si propone di analizzare da un lato, l’intensificazione (e gli effetti di senso) delle figure dell’amplificatio presenti nell’epistola, dove il periodare assume toni più solenni – riconducibili a un’imitatio che guarda, in parallelo, alla versione latina del testo; dall’altro, intende mettere in luce il lavoro di revisione in chiave morale e cristiana del volgarizzamento giovanile, ovvero le torsioni retoriche, tematiche e lessicali operate da Matraini alla luce delle istanze controriformistiche che caratterizzarono la fase matura della sua produzione.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Voci della persuasione.pdf

accesso aperto

Tipologia: Pdf editoriale
Licenza: Dominio pubblico
Dimensione 1.55 MB
Formato Adobe PDF
1.55 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11563/220897
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact