Il paper indaga l’abitare poeticamente come metodo per percepire e re-immaginare paesaggi urbani attraverso forme di rappresentazione e di design sensuale. La ricerca, messa in pratica con studenti del corso di Design e Comunicazione del DADI dell’Università Vanvitelli, si concentra sul quartiere Stella, luogo storico e fortemente stratificato della città di Napoli dove trascorse i suoi ultimi anni di vita Leopardi. Attraverso passeggiate sensoriali, mappature visive e sonore, diari emotivi, esplorazioni tattili e incontri con gli abitanti, i partecipanti sono invitati ad ‘allucinare’ il luogo, andando oltre la pura osservazione visiva per coglierne atmosfere, contraddizioni e potenzialità latenti. I materiali prodotti restituiscono il quartiere come un organismo vivo, segnato da bellezza e fragilità e diventano presupposto per concept di azioni progettuali che coinvolgono luoghi e persone in un processo di riappropriazione estetica. Il paper colloca il design sensuale in una tradizione fenomenologica che valorizza corpo, percezione e immaginazione come forme di conoscenza, propone cioè una pratica progettuale che integra emozioni, ricordi, texture e atmosfere. L’esperienza formativa mostra come l’esperienza sensoriale possa diventare strumento di analisi e di coinvolgimento etico, stimolando consapevolezza critica e una relazione profonda tra cittadini e luoghi, ricucendo il rapporto tra corpo, ambiente e comunità.
Abitare poeticamente: Reimmaginare il quartiere Stella a Napoli attraverso il Sensory Design.
Silvana Kuhtz;
2026-01-01
Abstract
Il paper indaga l’abitare poeticamente come metodo per percepire e re-immaginare paesaggi urbani attraverso forme di rappresentazione e di design sensuale. La ricerca, messa in pratica con studenti del corso di Design e Comunicazione del DADI dell’Università Vanvitelli, si concentra sul quartiere Stella, luogo storico e fortemente stratificato della città di Napoli dove trascorse i suoi ultimi anni di vita Leopardi. Attraverso passeggiate sensoriali, mappature visive e sonore, diari emotivi, esplorazioni tattili e incontri con gli abitanti, i partecipanti sono invitati ad ‘allucinare’ il luogo, andando oltre la pura osservazione visiva per coglierne atmosfere, contraddizioni e potenzialità latenti. I materiali prodotti restituiscono il quartiere come un organismo vivo, segnato da bellezza e fragilità e diventano presupposto per concept di azioni progettuali che coinvolgono luoghi e persone in un processo di riappropriazione estetica. Il paper colloca il design sensuale in una tradizione fenomenologica che valorizza corpo, percezione e immaginazione come forme di conoscenza, propone cioè una pratica progettuale che integra emozioni, ricordi, texture e atmosfere. L’esperienza formativa mostra come l’esperienza sensoriale possa diventare strumento di analisi e di coinvolgimento etico, stimolando consapevolezza critica e una relazione profonda tra cittadini e luoghi, ricucendo il rapporto tra corpo, ambiente e comunità.| File | Dimensione | Formato | |
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