Un approccio ampio e meditato ai contenuti dell’abbandono esercitato dall’avente potestà per liberarsi dalle conseguenze dell’illecito compiuto dal sottoposto, il quale ancora attualmente rimane incerto sotto diversi profili, mi ha portato a lunghi periodi di studio in Germania, inizialmente a Monaco di Baviera presso il Leopold Wenger Institut für Rechtsgeschichte dove con Dietrich Nörr e Alfons Bürge ho imparato a parlare di falsa nossalità, qualora il danno della vittima fosse causato dall’animale, e successivamente a Münster e ad Amburgo dove per prima mi sono interrogato sul carattere proprio del fenomeno, qualora il danno si esaurisse nell’iniuria commessa dal servo. Frutto di queste esperienze sono le pagine che seguono, caratterizzate dal sincero tentativo di cogliere elementi utili all’analisi fenomenologica dell’abbandono nossale e di disporli in una coerente successione, di comprenderne insomma le sottili consonanze nei suoi aspetti più particolari (quali l’exibitio ad verberandum prevista solo per il servus e solo nel caso dell’iniuria); non tanto per la soddisfazione di rintracciare un percorso quanto per la volontà di mostrare la validità teoretica di un indirizzo sostenuto. Nell’ambito di una ricostruzione puntuale di tale cammino, ma più in generale nel complesso di tutto il mio impegno accademico, non mi è mancato, neanche per un momento, il sostegno di Anna Maria Giomaro, mio Maestro, senza i cui consigli di certo non avrei visto le stampe. Ciò non toglie che teneat peccata sua auctor.

L’actio iniuriarum noxalis. Su alcune peculiarità della condanna nossale

Giovanni Brandi Cordasco Salmena
2022-01-01

Abstract

Un approccio ampio e meditato ai contenuti dell’abbandono esercitato dall’avente potestà per liberarsi dalle conseguenze dell’illecito compiuto dal sottoposto, il quale ancora attualmente rimane incerto sotto diversi profili, mi ha portato a lunghi periodi di studio in Germania, inizialmente a Monaco di Baviera presso il Leopold Wenger Institut für Rechtsgeschichte dove con Dietrich Nörr e Alfons Bürge ho imparato a parlare di falsa nossalità, qualora il danno della vittima fosse causato dall’animale, e successivamente a Münster e ad Amburgo dove per prima mi sono interrogato sul carattere proprio del fenomeno, qualora il danno si esaurisse nell’iniuria commessa dal servo. Frutto di queste esperienze sono le pagine che seguono, caratterizzate dal sincero tentativo di cogliere elementi utili all’analisi fenomenologica dell’abbandono nossale e di disporli in una coerente successione, di comprenderne insomma le sottili consonanze nei suoi aspetti più particolari (quali l’exibitio ad verberandum prevista solo per il servus e solo nel caso dell’iniuria); non tanto per la soddisfazione di rintracciare un percorso quanto per la volontà di mostrare la validità teoretica di un indirizzo sostenuto. Nell’ambito di una ricostruzione puntuale di tale cammino, ma più in generale nel complesso di tutto il mio impegno accademico, non mi è mancato, neanche per un momento, il sostegno di Anna Maria Giomaro, mio Maestro, senza i cui consigli di certo non avrei visto le stampe. Ciò non toglie che teneat peccata sua auctor.
2022
9788896378779
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