Lo spazio è, secondo una visione etnografica, il modo obbligatorio di ogni umano comportamento, quello secondo il quale l'uomo è costretto a progettare tutti i sistemi di segni che costruisce e che a loro volta lo costruiscono come scrittura della città. L’urbanistica è debitrice molto delle teorie della antropogeografia per la lettura e la definizione dello spazio pubblico dove la componente segnica e quella delle pratiche è fondamento cruciale per l’interpretazione che dalla sfera cognitiva passa a quella progettuale. Dice Sennet che spazi monotoni creano individui passivi e che individui passivi producono spazi montoni. Lo spazio prodotto dall’urbanistica razionale ha privato lo spazio pubblico del carattere di scena pubblica che caratterizza lo spettacolo della socialità urbana, dove il gioco del reciproco agire e del vedere gli altri avviene sempre più tra simili. Sempre Sennet ci ha detto che la città è il luogo privilegiato dell’incontro tra estranei, e lo spazio pubblico è tale se favorisce i luoghi dell’interazione. Lo spazio pubblico è anche il modo per leggere il tempo come bene pubblico, oltre la tirannia della precisione e dell’efficienza.

Spazi aperti e nuove scritture dello spazio condiviso

Mininni Mariavaleria
2026-01-01

Abstract

Lo spazio è, secondo una visione etnografica, il modo obbligatorio di ogni umano comportamento, quello secondo il quale l'uomo è costretto a progettare tutti i sistemi di segni che costruisce e che a loro volta lo costruiscono come scrittura della città. L’urbanistica è debitrice molto delle teorie della antropogeografia per la lettura e la definizione dello spazio pubblico dove la componente segnica e quella delle pratiche è fondamento cruciale per l’interpretazione che dalla sfera cognitiva passa a quella progettuale. Dice Sennet che spazi monotoni creano individui passivi e che individui passivi producono spazi montoni. Lo spazio prodotto dall’urbanistica razionale ha privato lo spazio pubblico del carattere di scena pubblica che caratterizza lo spettacolo della socialità urbana, dove il gioco del reciproco agire e del vedere gli altri avviene sempre più tra simili. Sempre Sennet ci ha detto che la città è il luogo privilegiato dell’incontro tra estranei, e lo spazio pubblico è tale se favorisce i luoghi dell’interazione. Lo spazio pubblico è anche il modo per leggere il tempo come bene pubblico, oltre la tirannia della precisione e dell’efficienza.
2026
979-12-235-0611-0
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