This paper analyses the production of sculpture and polychrome woodcarving between the late 16th and early 17th centuries in Apulia and Basilicata, highlighting how these fields have long been marginalised by historiography in favour of painting and marble sculpture. This exclusion stems from a hierarchical paradigm of materials that relegated wood to the ‘minor’ arts, thereby obscuring its central role in the construction of the visual rhetoric of the Counter-Reformation. Through a systematic survey of the works preserved in the churches of Matera and the surrounding areas, the study identifies a coherent body of artefacts attributable to a previously unknown workshop, restoring identity and trajectories to various artists active in Naples, Apulia and Basilicata. Among these, the figure of the Neapolitan sculptor Michele Maurizio stands out; he is the creator of a significant body of wooden works and a key figure in the dissemination of a figurative language adhering to Tridentine principles, a development also supported by his collaboration with the gilder Cesare Villano. The study also reconstructs the role of other craftsmen, including the brothers Donato and Andrea Villano and several Apulian masters, highlighting the artistic mobility and patronage dynamics that centred on the construction site of Matera Cathedral. The latter emerges as the hub of the liturgical and figurative renewal promoted by the episcopate between the 16th and 17th centuries, in close connection with the demands of the Catholic Reformation. Overall, the study moves beyond the notion of the supposed artistic marginality of the Lucania-Apulia region, presenting a picture of a dynamic context integrated into the cultural networks of the viceroyalty, characterised by intense exchanges and a significant capacity to assimilate and reinterpret the models of post-Tridentine figurative culture.

Il contributo analizza la produzione di scultura e intaglio ligneo policromo tra la fine del XVI e i primi decenni del XVII secolo in Puglia e Basilicata, evidenziando come tali ambiti siano stati a lungo marginalizzati dalla storiografia a favore della pittura e della scultura in marmo. Tale esclusione deriva da un paradigma gerarchico dei materiali che ha relegato il legno tra le arti “minori”, oscurandone invece il ruolo centrale nella costruzione della retorica visiva della Controriforma. Attraverso un censimento sistematico delle opere conservate nelle chiese di Matera e dei territori limitrofi, lo studio individua un nucleo coerente di manufatti riconducibili a una bottega finora sconosciuta, restituendo identità e percorsi a diversi artisti attivi tra Napoli, Puglia e Basilicata. Tra questi emerge la figura dello scultore napoletano Michele Maurizio, autore di un rilevante corpus di opere lignee e protagonista della diffusione di un linguaggio figurativo aderente ai principi tridentini, sostenuto anche dalla collaborazione con l’indoratore Cesare Villano. L’indagine ricostruisce inoltre il ruolo di altre maestranze, tra cui i fratelli Donato e Andrea Villano e alcuni maestri pugliesi, evidenziando la mobilità artistica e le dinamiche di committenza che gravitavano attorno al cantiere della cattedrale di Matera. Quest’ultima emerge come fulcro del rinnovamento liturgico e figurativo promosso dall’episcopato tra Cinque e Seicento, in stretta connessione con le istanze della Riforma cattolica. Nel complesso, lo studio supera l’idea di una presunta marginalità artistica dell’area lucano-pugliese, restituendo l’immagine di un contesto dinamico e integrato nelle reti culturali del viceregno, caratterizzato da intensi scambi e da una significativa capacità di recezione e rielaborazione dei modelli della cultura figurativa post-tridentina.

Scultura e intaglio in legno nel Mezzogiorno post-tridentino: la cattedrale di Matera e la riscoperta di nuove personalità artistiche tra Napoli, Puglia e Basilicata / Aruanno, Filippo. - (2026 Apr 09).

Scultura e intaglio in legno nel Mezzogiorno post-tridentino: la cattedrale di Matera e la riscoperta di nuove personalità artistiche tra Napoli, Puglia e Basilicata

ARUANNO, FILIPPO
2026-04-09

Abstract

This paper analyses the production of sculpture and polychrome woodcarving between the late 16th and early 17th centuries in Apulia and Basilicata, highlighting how these fields have long been marginalised by historiography in favour of painting and marble sculpture. This exclusion stems from a hierarchical paradigm of materials that relegated wood to the ‘minor’ arts, thereby obscuring its central role in the construction of the visual rhetoric of the Counter-Reformation. Through a systematic survey of the works preserved in the churches of Matera and the surrounding areas, the study identifies a coherent body of artefacts attributable to a previously unknown workshop, restoring identity and trajectories to various artists active in Naples, Apulia and Basilicata. Among these, the figure of the Neapolitan sculptor Michele Maurizio stands out; he is the creator of a significant body of wooden works and a key figure in the dissemination of a figurative language adhering to Tridentine principles, a development also supported by his collaboration with the gilder Cesare Villano. The study also reconstructs the role of other craftsmen, including the brothers Donato and Andrea Villano and several Apulian masters, highlighting the artistic mobility and patronage dynamics that centred on the construction site of Matera Cathedral. The latter emerges as the hub of the liturgical and figurative renewal promoted by the episcopate between the 16th and 17th centuries, in close connection with the demands of the Catholic Reformation. Overall, the study moves beyond the notion of the supposed artistic marginality of the Lucania-Apulia region, presenting a picture of a dynamic context integrated into the cultural networks of the viceroyalty, characterised by intense exchanges and a significant capacity to assimilate and reinterpret the models of post-Tridentine figurative culture.
9-apr-2026
Il contributo analizza la produzione di scultura e intaglio ligneo policromo tra la fine del XVI e i primi decenni del XVII secolo in Puglia e Basilicata, evidenziando come tali ambiti siano stati a lungo marginalizzati dalla storiografia a favore della pittura e della scultura in marmo. Tale esclusione deriva da un paradigma gerarchico dei materiali che ha relegato il legno tra le arti “minori”, oscurandone invece il ruolo centrale nella costruzione della retorica visiva della Controriforma. Attraverso un censimento sistematico delle opere conservate nelle chiese di Matera e dei territori limitrofi, lo studio individua un nucleo coerente di manufatti riconducibili a una bottega finora sconosciuta, restituendo identità e percorsi a diversi artisti attivi tra Napoli, Puglia e Basilicata. Tra questi emerge la figura dello scultore napoletano Michele Maurizio, autore di un rilevante corpus di opere lignee e protagonista della diffusione di un linguaggio figurativo aderente ai principi tridentini, sostenuto anche dalla collaborazione con l’indoratore Cesare Villano. L’indagine ricostruisce inoltre il ruolo di altre maestranze, tra cui i fratelli Donato e Andrea Villano e alcuni maestri pugliesi, evidenziando la mobilità artistica e le dinamiche di committenza che gravitavano attorno al cantiere della cattedrale di Matera. Quest’ultima emerge come fulcro del rinnovamento liturgico e figurativo promosso dall’episcopato tra Cinque e Seicento, in stretta connessione con le istanze della Riforma cattolica. Nel complesso, lo studio supera l’idea di una presunta marginalità artistica dell’area lucano-pugliese, restituendo l’immagine di un contesto dinamico e integrato nelle reti culturali del viceregno, caratterizzato da intensi scambi e da una significativa capacità di recezione e rielaborazione dei modelli della cultura figurativa post-tridentina.
Scultura; legno; pietra; Napoli; meridionale; controriforma; Concilio di Trento; Basilicata; Puglia; intagliatori; indoratori; Michele Maurizio; Cesare Villano; Donato Villano; Andrea Villano; Nicola Marciano; Crisostomo de Mariano; cattedrale di Matera; Basilica di San Nicola a Bari; altari; pulpiti; cantorie, statue, vescovi napoletani;
Scultura e intaglio in legno nel Mezzogiorno post-tridentino: la cattedrale di Matera e la riscoperta di nuove personalità artistiche tra Napoli, Puglia e Basilicata / Aruanno, Filippo. - (2026 Apr 09).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11563/212816
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