Nella poliedrica, ma poco nota produzione di Gian Domenico Giagni (Potenza 1922 – Roma 1975) l’interesse per la poeticità della Lucania traspare sin dagli esordi giornalistici e lirici. Il giovane lucano, sebbene si trasferisca definitivamente a Roma a seguito del secondo conflitto mondiale, tuttavia non riesce a recidere quel filo indissolubile che lo lega ai suoni della città natìa, alle vigne, all’eredità storica e arcana dei suoi padri. Il contributo mira ad analizzare, attraverso il dialogo con le fonti e le suggestioni della prosa e della poesia moderna e contemporanea, il fascino che l’arcaica Lucania esercita su un uomo di «confine» come Giagni, radicato al suo paese così a portata di mano, seppure in lontananze da esilio.
Nel paese di Gian Domenico Giagni «ogni suono ha un indizio»
Petta Sara
2025-01-01
Abstract
Nella poliedrica, ma poco nota produzione di Gian Domenico Giagni (Potenza 1922 – Roma 1975) l’interesse per la poeticità della Lucania traspare sin dagli esordi giornalistici e lirici. Il giovane lucano, sebbene si trasferisca definitivamente a Roma a seguito del secondo conflitto mondiale, tuttavia non riesce a recidere quel filo indissolubile che lo lega ai suoni della città natìa, alle vigne, all’eredità storica e arcana dei suoi padri. Il contributo mira ad analizzare, attraverso il dialogo con le fonti e le suggestioni della prosa e della poesia moderna e contemporanea, il fascino che l’arcaica Lucania esercita su un uomo di «confine» come Giagni, radicato al suo paese così a portata di mano, seppure in lontananze da esilio.| File | Dimensione | Formato | |
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