I corpi idrici superficiali sono soggetti a fenomeni di contaminazione originati dalla presenza sul bacino idrografico di pressioni antropiche, quali scarichi inquinanti puntuali e diffusi di origine civile, industriale e agricola. In seguito a tali immissioni possono determinarsi alterazioni, anche gravi, dello stato di qualità delle acque e degli ecosistemi in esse presenti limitate nel tempo, periodiche o permanenti, in funzione dell'intensità degli scarichi e delle condizioni ambientali del corpo d'acqua. Lo studio dell'auto-depurazione rappresenta un innovativo indirizzo culturale con il quale si intende riconoscere l'azione integrata di numerosi processi naturali di rimozione degli inquinanti che si svolgono nell'alveo fluviale e nelle acque che in esso vi scorrono. Nell'articolo, dopo una sommaria descrizione dei processi di inquinamento delle acque fluviali con riferimento anche alle nuove fonti di inquinamento, sono illustrati i principali processi di auto-depurazione che si sviluppano nei corpi idrici superficiali. Gli attuali indirizzi normativi, nazionali e comunitari, forniscono una serie di prescrizioni, connesse allo stato ambientale e agli standard di qualità dei corpi idrici, che consentono di introdurre un approccio integrato per la valutazione dell'auto-depurazione. Riconoscendo ai metodi modellistici un ruolo di importanza crescente, sono quindi descritte le principali metodologie di calcolo per l'analisi dei processi di auto-depurazione dei principali parametri inquinanti. Successivamente sono illustrati i risultati di un'indagine in campo condotta sul torrente Gravina, nell'area urbana di Matera. Infine sono descritti i criteri di applicazione di impianti artificiali basati sulla realizzazione di processi naturali, che opportunamente inseriti nel bacino idrografico, a valle delle principali fonti inquinanti, localizzate e diffuse, possono consentire di implementare l'auto-depurazione dei corsi d'acqua.

L'autodepurazione nei sistemi fluviali

MANCINI, Ignazio Marcello;TRULLI, Ettore;MASI, Salvatore;CANIANI, Donatella;
2011

Abstract

I corpi idrici superficiali sono soggetti a fenomeni di contaminazione originati dalla presenza sul bacino idrografico di pressioni antropiche, quali scarichi inquinanti puntuali e diffusi di origine civile, industriale e agricola. In seguito a tali immissioni possono determinarsi alterazioni, anche gravi, dello stato di qualità delle acque e degli ecosistemi in esse presenti limitate nel tempo, periodiche o permanenti, in funzione dell'intensità degli scarichi e delle condizioni ambientali del corpo d'acqua. Lo studio dell'auto-depurazione rappresenta un innovativo indirizzo culturale con il quale si intende riconoscere l'azione integrata di numerosi processi naturali di rimozione degli inquinanti che si svolgono nell'alveo fluviale e nelle acque che in esso vi scorrono. Nell'articolo, dopo una sommaria descrizione dei processi di inquinamento delle acque fluviali con riferimento anche alle nuove fonti di inquinamento, sono illustrati i principali processi di auto-depurazione che si sviluppano nei corpi idrici superficiali. Gli attuali indirizzi normativi, nazionali e comunitari, forniscono una serie di prescrizioni, connesse allo stato ambientale e agli standard di qualità dei corpi idrici, che consentono di introdurre un approccio integrato per la valutazione dell'auto-depurazione. Riconoscendo ai metodi modellistici un ruolo di importanza crescente, sono quindi descritte le principali metodologie di calcolo per l'analisi dei processi di auto-depurazione dei principali parametri inquinanti. Successivamente sono illustrati i risultati di un'indagine in campo condotta sul torrente Gravina, nell'area urbana di Matera. Infine sono descritti i criteri di applicazione di impianti artificiali basati sulla realizzazione di processi naturali, che opportunamente inseriti nel bacino idrografico, a valle delle principali fonti inquinanti, localizzate e diffuse, possono consentire di implementare l'auto-depurazione dei corsi d'acqua.
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