L’uso di materiali alternativi o di risulta in sostituzione di materie prime naturali ha acquisito negli ultimi decenni importanza sempre crescente. I materiali di risulta, prodotti da attività industriali, acquisiscono in tal modo un valore economico, energetico ed ambientale non trascurabile. Tra le possibili attività di recupero vi sono la produzione di materiali da costruzione (industria dei laterizi, cementifici) e le applicazioni geoambientali, quali, ad esempio, la costruzioni di opere stradali e ferroviarie, nonché il recupero del territorio, al fine di creare aree da destinare a utilizzi civili, industriali, agrari, forestali, ed il ripristino e la valorizzazione di aree degradate da interventi antropici (cave, miniere, discariche) o attività naturali (erosione, frane, ecc.). Negli ultimi decenni, l’aumento dei consumi di acqua potabile ha generato una crescita del numero di impianti di potabilizzazione e, conseguentemente, un aumento della produzione dei relativi fanghi di risulta, caratterizzati da una bassa concentrazione di sostanza secca, mediamente inferiore al 30%. Un’idea delle dimensioni del fenomeno può essere fornita dai dati relativi alla produzione mondiale, che si attesta intorno alle 10.000 tonnellate al giorno di fanghi di potabilizzazione, per la gran parte messi a dimora in discarica. La reale attuazione del processo di recupero dei materiali di risulta, tuttavia, funzione del soddisfacimento contemporaneo degli aspetti economici, tecnici e normativi per ciascun campo di impiego. In particolare, poiché risulta accertata la convenienza economica, considerato il maggiore costo relativo al trasporto ed al conferimento in discarica, è opportuno verificare che le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali di risulta siano idonee agli specifici campi di riutilizzo ai quali sono destinati. Il presente lavoro si propone di valutare le possibilità pratiche d’impiego dei fanghi di potabilizzazione per la produzione dei laterizi in modo da evitarne la messa a discarica. Il ciclo tecnologico di produzione dei laterizi, infatti, risulta essere particolarmente idoneo all’assorbimento di significative quantità di fanghi di potabilizzazione, che hanno mostrato idonee caratteristiche chimiche e fisiche a tale scopo. Il caso di studio analizzato è relativo all’esperienza d’impiego dei fanghi di potabilizzazione provenienti dall’impianto del Pertusillo, ubicato in agro del Comune di Missanello in provincia di Potenza, effettuata negli ultimi anni dallo stabilimento del Laterificio Pugliese di Genzano di Lucania (Potenza) in qualità di aggiunta all’impasto di argilla nella produzione di laterizi del tipo “Poroton”.

Il riutilizzo dei fanghi di potabilizzazione

MASI, Salvatore;MANCINI, Ignazio Marcello;BERNARDO, Graziella;CANIANI, Donatella
2007

Abstract

L’uso di materiali alternativi o di risulta in sostituzione di materie prime naturali ha acquisito negli ultimi decenni importanza sempre crescente. I materiali di risulta, prodotti da attività industriali, acquisiscono in tal modo un valore economico, energetico ed ambientale non trascurabile. Tra le possibili attività di recupero vi sono la produzione di materiali da costruzione (industria dei laterizi, cementifici) e le applicazioni geoambientali, quali, ad esempio, la costruzioni di opere stradali e ferroviarie, nonché il recupero del territorio, al fine di creare aree da destinare a utilizzi civili, industriali, agrari, forestali, ed il ripristino e la valorizzazione di aree degradate da interventi antropici (cave, miniere, discariche) o attività naturali (erosione, frane, ecc.). Negli ultimi decenni, l’aumento dei consumi di acqua potabile ha generato una crescita del numero di impianti di potabilizzazione e, conseguentemente, un aumento della produzione dei relativi fanghi di risulta, caratterizzati da una bassa concentrazione di sostanza secca, mediamente inferiore al 30%. Un’idea delle dimensioni del fenomeno può essere fornita dai dati relativi alla produzione mondiale, che si attesta intorno alle 10.000 tonnellate al giorno di fanghi di potabilizzazione, per la gran parte messi a dimora in discarica. La reale attuazione del processo di recupero dei materiali di risulta, tuttavia, funzione del soddisfacimento contemporaneo degli aspetti economici, tecnici e normativi per ciascun campo di impiego. In particolare, poiché risulta accertata la convenienza economica, considerato il maggiore costo relativo al trasporto ed al conferimento in discarica, è opportuno verificare che le caratteristiche chimico-fisiche dei materiali di risulta siano idonee agli specifici campi di riutilizzo ai quali sono destinati. Il presente lavoro si propone di valutare le possibilità pratiche d’impiego dei fanghi di potabilizzazione per la produzione dei laterizi in modo da evitarne la messa a discarica. Il ciclo tecnologico di produzione dei laterizi, infatti, risulta essere particolarmente idoneo all’assorbimento di significative quantità di fanghi di potabilizzazione, che hanno mostrato idonee caratteristiche chimiche e fisiche a tale scopo. Il caso di studio analizzato è relativo all’esperienza d’impiego dei fanghi di potabilizzazione provenienti dall’impianto del Pertusillo, ubicato in agro del Comune di Missanello in provincia di Potenza, effettuata negli ultimi anni dallo stabilimento del Laterificio Pugliese di Genzano di Lucania (Potenza) in qualità di aggiunta all’impasto di argilla nella produzione di laterizi del tipo “Poroton”.
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