This doctoral thesis investigates "anonymous popular" mime in the Greek language, through the documentation relating to it, preserved on papyrus and ostraka, and can be framed in the broader spectrum of the diffusion of the performances in Ptolemaic and Greco-Roman Egypt (until 6th century AD). The research was focused on the collection of anonymous mime fragments, so far published in different places and only partially reunited, and on the re-evaluation of popular mime as a genre, on the basis of certain observations (in particular: contexts of use and "literary" awareness of the themes treated). After the Introduction, in which the methods and purposes of the work are specifically defined, the editorial criteria include the acronyms that appear in the sheets of the individual fragments and, more generally, the choices made in the selection and presentation of the materials. The entire system of abbreviations used in the thesis is therefore presented in the Conspectus siglorum. The heart of the project is divided into two chapters entitled, respectively, "Introduction" and "Sheets". The Introduction is further divided into several paragraphs: firstly (§1), mime is described as a literary genre, retracing its main stages through its major exponents (Sofro, Eronda, etc.); subsequently, it is highlighted how the change in the Hellenistic historical and cultural climate influenced the mechanisms of entertainment and the development of shows, on the staging of which numerous papyrus documents offer testimony; we then focus on the history of mime in the Roman world, considering its political-social value and mentioning the most significant mimographers active in the imperial era, pointing out the decisive discrepancy between the legacy - especially in terms of surviving material - of mime in Roman and Greek worlds. All the finds under study are then shown in a table, with comments on their distribution over time and geographical origin (§2). In the paragraph dedicated to the contents (§3), the main thematic lines present in the fragments under discussion are identified, first offering a summary and then commenting on the most salient nuclei (making comparisons with any literary precedents from time to time). A space (§4) is therefore dedicated to lexical aspects: some terms and sequences occurring in the mimes analyzed are analysed, underlining the particular variety of registers. Furthermore, the metric structures that can be found in the fragments are mentioned. A separate chapter is reserved for the analysis of the supports (§5), i.e. a commented account of the type of material on which the fragments are preserved and, in particular, the possible condition of "reuse" of the same; these considerations are then inserted into a broader examination of the intended use of these finds: that is, their configuration as author's specimens, private copies, screenplays, and so on. In the following paragraph (§6), first (§6.1) an overview is provided on the use of algebraic acronyms in the dramatic field, highlighting the difference between the role of the actor as a character in the performance and his rank within the troupe of mimes: this distinction is in fact crucial in the considerations made on the attribution of certain acronyms to specific mimes (see, for example, what was said regarding the acronym Ϲ in P. Oxy. III 413r). In a second step (§6.2), all the acronyms, algebraic and otherwise, occurring in the analyzed fragments are presented, with the indication - where possible - of the related role in the mime. At the end of this overview, comments are made on the conclusions that can be inferred regarding both the recurrence of certain acronyms and their possible correspondence with specific roles. The first section concludes with a catalog (§7) of those fragments that were excluded from the study - for reasons expressed in the Criteria - but for which we nevertheless chose to provide a summary of the main information. The second section (“Sheets”) is entirely dedicated to the study of the individual fragments: for each of them, a sheet is drawn up, consisting of a summary of the information (such as: cataloguing, century, provenance, place of conservation, first edition , any subsequent editions, studies and any paper and/or digital photographic reproductions) and followed by a description of the find (particular circumstances of discovery, dimensions, writing, signs, plot lines and other relevant elements), by a diplomatic transcription with apparatus papyrological, a critical edition, a translation and an essential commentary. The fragments for which individual dedicated cards have been drawn up are the following (in chronological order): P. Berol. inv. 13421; O. Rein. I A; P. Oxy. II 219; P. Oxy. LIII 3700; P. Oxy. LXXIX 5187; P. Berol. inv. 13876; P. London. Lit. 97; P. Oxy. LXXIX 5188; P. Ryl. I 15; P. Vars. 2; P. Yale II 111; O. Florida inv. 21; P. London. Lit. 52; P. Matr. inv. 44+119; P. Col. inv. 546 A. The main documents on the preparation and organization of shows in the Ptolemaic, Greco-Roman and Byzantine eras (up to the 6th century AD) were then collected in the Appendix, such as contracts, artists' bookings, documents informing on expenses , performance programs, etc. After the general bibliography, there is an index of names and notable things and, finally, an index of all the papyri cited in the thesis.

La presente tesi di dottorato indaga il mimo “popolare anonimo” in lingua greca, attraverso la documentazione ad esso afferente, conservata su papiro e ostraka, e inquadrabile nel più ampio spettro della diffusione degli spettacoli nell’Egitto tolemaico e greco-romano (fino al VI sec. d.C.). La ricerca è stata incentrata sulla raccolta dei frammenti mimici anonimi, finora editi in sedi diverse e solo parzialmente riuniti, e sulla rivalutazione del mimo popolare come genere, sulla base di determinate osservazioni (in particolare: contesti di fruizione e consapevolezza “letteraria” dei temi trattati). Dopo la Premessa, in cui vengono specificamente definite modalità e finalità del lavoro, nei Criteri editoriali sono sciolte le sigle che compaiono nelle schede dei singoli frammenti e, più in generale, le scelte operate nella selezione e presentazione dei materiali. L’intero sistema di abbreviazioni adoperato nella tesi è quindi presentato nel Conspectus siglorum. Il cuore del progetto si articola nei due capitoli intitolati, rispettivamente, “Introduzione” e “Schede”. L’Introduzione è ulteriormente articolata in diversi paragrafi: in primo luogo (§1), viene descritto il mimo come genere letterario, ripercorrendone le tappe principali attraverso i maggiori esponenti (Sofrone, Eronda, ecc.); successivamente, viene messo in risalto come il mutamento della temperie storica e culturale ellenistica abbia influenzato i meccanismi dell’intrattenimento e lo sviluppo degli spettacoli, sull’allestimento dei quali numerosi documenti papiracei offrono testimonianza; ci si sofferma, poi, sulla storia del mimo nel mondo romano, considerandone il valore politico-sociale e menzionando i più significativi mimografi attivi in epoca imperiale, segnalando la decisa discrepanza fra l’eredità – in termini soprattutto di materiale superstite – del mimo nel mondo romano e in quello greco. Vengono quindi riportati in una tabella tutti i reperti oggetto di studio, di cui sono commentate la distribuzione nel tempo e l’origine geografica (§2). Nel paragrafo dedicato ai contenuti (§3), si enucleano le principali linee tematiche presenti nei frammenti oggetto di trattazione, dapprima offrendo uno specchietto sintetico e poi commentando i nuclei più salienti (operando di volta in volta confronti con eventuali precedenti letterari). Uno spazio (§4) è quindi dedicato agli aspetti lessicali: si analizzano alcuni termini e sequenze occorrenti nei mimi analizzati, sottolineandone la particolare varietà dei registri. Inoltre si menzionano le strutture metriche che è possibile rinvenire nei frammenti. Un capitolo a sé stante è riservato all’analisi dei supporti (§5), ovverosia a un resoconto commentato del tipo di materiale su cui si conservano i frammenti e, in particolare, all’eventuale condizione di “riuso” dei medesimi; queste considerazioni vengono poi inserite in un più ampio esame sulla destinazione d’uso di tali reperti: vale a dire, la loro configurazione come esemplari d’autore, copie private, sceneggiature, e così via. Nel paragrafo successivo (§6), dapprima (§6.1) si fornisce una panoramica sull’uso delle sigle algebriche in àmbito drammatico, mettendo in luce la differenza fra il ruolo dell’attore come personaggio nella rappresentazione e il suo rango all’interno troupe di mimi: questa distinzione è infatti cruciale nelle considerazioni fatte sulla attribuzione di determinate sigle in specifici mimi (si veda, ad esempio, quanto detto riguardo alla sigla Ϲ in P. Oxy. III 413r). In un secondo passaggio (§6.2), vengono presentate infatti tutte le sigle, algebriche e non, occorrenti nei frammenti analizzati, con l’indicazione – laddove possibile – del ruolo correlato nel mimo. Al termine di questa panoramica, vengono commentate le conclusioni che è possibile inferire circa sia la ricorrenza di determinate sigle sia la loro possibile corrispondenza con precisi ruoli. La prima sezione si conclude con un catalogo (§7) di quei frammenti che sono stati esclusi dallo studio – per ragioni espresse nei Criteri – ma di cui si è comunque scelto di fornire una scheda riassuntiva delle principali informazioni. La seconda sezione (“Schede”) è interamente dedicata allo studio dei singoli frammenti: per ognuno di essi, è redatta infatti una scheda, composta da uno specchietto sintetico delle informazioni (quali: catalogazione, secolo, provenienza, luogo di conservazione, prima edizione, eventuali edizioni successive, studi ed eventuali riproduzioni fotografiche cartacee e/o digitali) e seguita da una descrizione del reperto (particolari circostanze di ritrovamento, dimensioni, scrittura, segni, linee di trama e altri elementi rilevanti), da una trascrizione diplomatica con apparato papirologico, un’edizione critica, una traduzione e un commento essenziale. I frammenti per i quali sono state redatte singole schede dedicate sono i seguenti (in ordine cronologico): P. Berol. inv. 13421; O. Rein. I A; P. Oxy. II 219; P. Oxy. LIII 3700; P. Oxy. LXXIX 5187; P. Berol. inv. 13876; P. Lond. Lit. 97; P. Oxy. LXXIX 5188; P. Ryl. I 15; P. Vars. 2; P. Yale II 111; O. Florida inv. 21; P. Lond. Lit. 52; P. Matr. inv. 44+119; P. Col. inv. 546 A. In Appendice sono stati poi raccolti i principali documenti sull’allestimento e l’organizzazione degli spettacoli in epoca tolemaica, greco-romana e bizantica (fino al VI sec. d.C.), come ad esempio contratti, scritturazioni di artisti, documenti che informano su spese, programmi delle esibizioni, ecc. Dopo la Bibliografia generale, è presente un Indice dei nomi e delle cose notevoli e, infine, un Indice di tutti i papiri citati nella tesi.

Il mimo "popolare" greco di età ellenistico-romana: frammenti letterari di tradizione papiracea / Ferraro, Teresa. - (2023 Dec 21).

Il mimo "popolare" greco di età ellenistico-romana: frammenti letterari di tradizione papiracea

FERRARO, TERESA
2023-12-21

Abstract

This doctoral thesis investigates "anonymous popular" mime in the Greek language, through the documentation relating to it, preserved on papyrus and ostraka, and can be framed in the broader spectrum of the diffusion of the performances in Ptolemaic and Greco-Roman Egypt (until 6th century AD). The research was focused on the collection of anonymous mime fragments, so far published in different places and only partially reunited, and on the re-evaluation of popular mime as a genre, on the basis of certain observations (in particular: contexts of use and "literary" awareness of the themes treated). After the Introduction, in which the methods and purposes of the work are specifically defined, the editorial criteria include the acronyms that appear in the sheets of the individual fragments and, more generally, the choices made in the selection and presentation of the materials. The entire system of abbreviations used in the thesis is therefore presented in the Conspectus siglorum. The heart of the project is divided into two chapters entitled, respectively, "Introduction" and "Sheets". The Introduction is further divided into several paragraphs: firstly (§1), mime is described as a literary genre, retracing its main stages through its major exponents (Sofro, Eronda, etc.); subsequently, it is highlighted how the change in the Hellenistic historical and cultural climate influenced the mechanisms of entertainment and the development of shows, on the staging of which numerous papyrus documents offer testimony; we then focus on the history of mime in the Roman world, considering its political-social value and mentioning the most significant mimographers active in the imperial era, pointing out the decisive discrepancy between the legacy - especially in terms of surviving material - of mime in Roman and Greek worlds. All the finds under study are then shown in a table, with comments on their distribution over time and geographical origin (§2). In the paragraph dedicated to the contents (§3), the main thematic lines present in the fragments under discussion are identified, first offering a summary and then commenting on the most salient nuclei (making comparisons with any literary precedents from time to time). A space (§4) is therefore dedicated to lexical aspects: some terms and sequences occurring in the mimes analyzed are analysed, underlining the particular variety of registers. Furthermore, the metric structures that can be found in the fragments are mentioned. A separate chapter is reserved for the analysis of the supports (§5), i.e. a commented account of the type of material on which the fragments are preserved and, in particular, the possible condition of "reuse" of the same; these considerations are then inserted into a broader examination of the intended use of these finds: that is, their configuration as author's specimens, private copies, screenplays, and so on. In the following paragraph (§6), first (§6.1) an overview is provided on the use of algebraic acronyms in the dramatic field, highlighting the difference between the role of the actor as a character in the performance and his rank within the troupe of mimes: this distinction is in fact crucial in the considerations made on the attribution of certain acronyms to specific mimes (see, for example, what was said regarding the acronym Ϲ in P. Oxy. III 413r). In a second step (§6.2), all the acronyms, algebraic and otherwise, occurring in the analyzed fragments are presented, with the indication - where possible - of the related role in the mime. At the end of this overview, comments are made on the conclusions that can be inferred regarding both the recurrence of certain acronyms and their possible correspondence with specific roles. The first section concludes with a catalog (§7) of those fragments that were excluded from the study - for reasons expressed in the Criteria - but for which we nevertheless chose to provide a summary of the main information. The second section (“Sheets”) is entirely dedicated to the study of the individual fragments: for each of them, a sheet is drawn up, consisting of a summary of the information (such as: cataloguing, century, provenance, place of conservation, first edition , any subsequent editions, studies and any paper and/or digital photographic reproductions) and followed by a description of the find (particular circumstances of discovery, dimensions, writing, signs, plot lines and other relevant elements), by a diplomatic transcription with apparatus papyrological, a critical edition, a translation and an essential commentary. The fragments for which individual dedicated cards have been drawn up are the following (in chronological order): P. Berol. inv. 13421; O. Rein. I A; P. Oxy. II 219; P. Oxy. LIII 3700; P. Oxy. LXXIX 5187; P. Berol. inv. 13876; P. London. Lit. 97; P. Oxy. LXXIX 5188; P. Ryl. I 15; P. Vars. 2; P. Yale II 111; O. Florida inv. 21; P. London. Lit. 52; P. Matr. inv. 44+119; P. Col. inv. 546 A. The main documents on the preparation and organization of shows in the Ptolemaic, Greco-Roman and Byzantine eras (up to the 6th century AD) were then collected in the Appendix, such as contracts, artists' bookings, documents informing on expenses , performance programs, etc. After the general bibliography, there is an index of names and notable things and, finally, an index of all the papyri cited in the thesis.
21-dic-2023
La presente tesi di dottorato indaga il mimo “popolare anonimo” in lingua greca, attraverso la documentazione ad esso afferente, conservata su papiro e ostraka, e inquadrabile nel più ampio spettro della diffusione degli spettacoli nell’Egitto tolemaico e greco-romano (fino al VI sec. d.C.). La ricerca è stata incentrata sulla raccolta dei frammenti mimici anonimi, finora editi in sedi diverse e solo parzialmente riuniti, e sulla rivalutazione del mimo popolare come genere, sulla base di determinate osservazioni (in particolare: contesti di fruizione e consapevolezza “letteraria” dei temi trattati). Dopo la Premessa, in cui vengono specificamente definite modalità e finalità del lavoro, nei Criteri editoriali sono sciolte le sigle che compaiono nelle schede dei singoli frammenti e, più in generale, le scelte operate nella selezione e presentazione dei materiali. L’intero sistema di abbreviazioni adoperato nella tesi è quindi presentato nel Conspectus siglorum. Il cuore del progetto si articola nei due capitoli intitolati, rispettivamente, “Introduzione” e “Schede”. L’Introduzione è ulteriormente articolata in diversi paragrafi: in primo luogo (§1), viene descritto il mimo come genere letterario, ripercorrendone le tappe principali attraverso i maggiori esponenti (Sofrone, Eronda, ecc.); successivamente, viene messo in risalto come il mutamento della temperie storica e culturale ellenistica abbia influenzato i meccanismi dell’intrattenimento e lo sviluppo degli spettacoli, sull’allestimento dei quali numerosi documenti papiracei offrono testimonianza; ci si sofferma, poi, sulla storia del mimo nel mondo romano, considerandone il valore politico-sociale e menzionando i più significativi mimografi attivi in epoca imperiale, segnalando la decisa discrepanza fra l’eredità – in termini soprattutto di materiale superstite – del mimo nel mondo romano e in quello greco. Vengono quindi riportati in una tabella tutti i reperti oggetto di studio, di cui sono commentate la distribuzione nel tempo e l’origine geografica (§2). Nel paragrafo dedicato ai contenuti (§3), si enucleano le principali linee tematiche presenti nei frammenti oggetto di trattazione, dapprima offrendo uno specchietto sintetico e poi commentando i nuclei più salienti (operando di volta in volta confronti con eventuali precedenti letterari). Uno spazio (§4) è quindi dedicato agli aspetti lessicali: si analizzano alcuni termini e sequenze occorrenti nei mimi analizzati, sottolineandone la particolare varietà dei registri. Inoltre si menzionano le strutture metriche che è possibile rinvenire nei frammenti. Un capitolo a sé stante è riservato all’analisi dei supporti (§5), ovverosia a un resoconto commentato del tipo di materiale su cui si conservano i frammenti e, in particolare, all’eventuale condizione di “riuso” dei medesimi; queste considerazioni vengono poi inserite in un più ampio esame sulla destinazione d’uso di tali reperti: vale a dire, la loro configurazione come esemplari d’autore, copie private, sceneggiature, e così via. Nel paragrafo successivo (§6), dapprima (§6.1) si fornisce una panoramica sull’uso delle sigle algebriche in àmbito drammatico, mettendo in luce la differenza fra il ruolo dell’attore come personaggio nella rappresentazione e il suo rango all’interno troupe di mimi: questa distinzione è infatti cruciale nelle considerazioni fatte sulla attribuzione di determinate sigle in specifici mimi (si veda, ad esempio, quanto detto riguardo alla sigla Ϲ in P. Oxy. III 413r). In un secondo passaggio (§6.2), vengono presentate infatti tutte le sigle, algebriche e non, occorrenti nei frammenti analizzati, con l’indicazione – laddove possibile – del ruolo correlato nel mimo. Al termine di questa panoramica, vengono commentate le conclusioni che è possibile inferire circa sia la ricorrenza di determinate sigle sia la loro possibile corrispondenza con precisi ruoli. La prima sezione si conclude con un catalogo (§7) di quei frammenti che sono stati esclusi dallo studio – per ragioni espresse nei Criteri – ma di cui si è comunque scelto di fornire una scheda riassuntiva delle principali informazioni. La seconda sezione (“Schede”) è interamente dedicata allo studio dei singoli frammenti: per ognuno di essi, è redatta infatti una scheda, composta da uno specchietto sintetico delle informazioni (quali: catalogazione, secolo, provenienza, luogo di conservazione, prima edizione, eventuali edizioni successive, studi ed eventuali riproduzioni fotografiche cartacee e/o digitali) e seguita da una descrizione del reperto (particolari circostanze di ritrovamento, dimensioni, scrittura, segni, linee di trama e altri elementi rilevanti), da una trascrizione diplomatica con apparato papirologico, un’edizione critica, una traduzione e un commento essenziale. I frammenti per i quali sono state redatte singole schede dedicate sono i seguenti (in ordine cronologico): P. Berol. inv. 13421; O. Rein. I A; P. Oxy. II 219; P. Oxy. LIII 3700; P. Oxy. LXXIX 5187; P. Berol. inv. 13876; P. Lond. Lit. 97; P. Oxy. LXXIX 5188; P. Ryl. I 15; P. Vars. 2; P. Yale II 111; O. Florida inv. 21; P. Lond. Lit. 52; P. Matr. inv. 44+119; P. Col. inv. 546 A. In Appendice sono stati poi raccolti i principali documenti sull’allestimento e l’organizzazione degli spettacoli in epoca tolemaica, greco-romana e bizantica (fino al VI sec. d.C.), come ad esempio contratti, scritturazioni di artisti, documenti che informano su spese, programmi delle esibizioni, ecc. Dopo la Bibliografia generale, è presente un Indice dei nomi e delle cose notevoli e, infine, un Indice di tutti i papiri citati nella tesi.
papiri; mimo; mimo popolare; ellenismo; mimi; spettacoli; Egitto; lamento; abbandono; popolare; Eronda; sigle; sigle algebriche; notae personarum; ruoli; attori
Errore dell'ateneo: nome corretto: Ferraro Ilaria
Il mimo "popolare" greco di età ellenistico-romana: frammenti letterari di tradizione papiracea / Ferraro, Teresa. - (2023 Dec 21).
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
TESI DOTTORATO FERRARO ILARIA PDF STAMPA.pdf

accesso aperto

Descrizione: tesi di dottorato
Tipologia: Tesi di dottorato
Licenza: Non definito
Dimensione 1.96 MB
Formato Adobe PDF
1.96 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11563/175075
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ateneo

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact