L’edificio vulcanico è sede di una vasta circolazione idrica sotterranea, che si manifesta dalle quote più elevate, secondo linee di flusso a sviluppo approssimativamente radiale. Essa è condizionata dalle strutture create dalle sequenze magmatiche e piroclastiche del vulcano, dai loro successivi assestamenti e deformazioni tettoniche e pseudo tettoniche, fattori che hanno determinato permeabilità ed anisotropia del drenaggio sotterraneo. I punti principali di emergenza della falda idrica si rinvengono in corrispondenza dei Laghi di Monticchio e al contatto dei terreni vulcanici con il substrato sedimentario, alle estremità della faglia di Valle dei Grigi-Fosso del Corbo. La vulnerabilità intrinseca dell’acquifero è stata elaborata sulla base dei piani informativi elementari relativi ai caratteri idrogeologici e climatici del territorio. Indagini più recenti hanno permesso di tracciare la mappa della concentrazione di nitrati nelle acque sotterranee. Il confronto tra i dati invernali-estivi e con la carta della vulnerabilità evidenzia il ruolo determinante della circolazione idrica sotterranea nella diluizione stagionale e totale dell’inquinante.

Idrogeologia della regione del Monte Vulture

SPILOTRO, Giuseppe;CANORA, Filomena;
2006

Abstract

L’edificio vulcanico è sede di una vasta circolazione idrica sotterranea, che si manifesta dalle quote più elevate, secondo linee di flusso a sviluppo approssimativamente radiale. Essa è condizionata dalle strutture create dalle sequenze magmatiche e piroclastiche del vulcano, dai loro successivi assestamenti e deformazioni tettoniche e pseudo tettoniche, fattori che hanno determinato permeabilità ed anisotropia del drenaggio sotterraneo. I punti principali di emergenza della falda idrica si rinvengono in corrispondenza dei Laghi di Monticchio e al contatto dei terreni vulcanici con il substrato sedimentario, alle estremità della faglia di Valle dei Grigi-Fosso del Corbo. La vulnerabilità intrinseca dell’acquifero è stata elaborata sulla base dei piani informativi elementari relativi ai caratteri idrogeologici e climatici del territorio. Indagini più recenti hanno permesso di tracciare la mappa della concentrazione di nitrati nelle acque sotterranee. Il confronto tra i dati invernali-estivi e con la carta della vulnerabilità evidenzia il ruolo determinante della circolazione idrica sotterranea nella diluizione stagionale e totale dell’inquinante.
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