Disastri naturali e conflitti su vasta scala non solo mostrano la fragilità del patrimonio in generale, ma anche di quella categoria speciale di luoghi riconosciuti come Patrimonio Mondiale dell’Umanità Le distruzioni che hanno colpito siti Unesco in Iraq, Siria, Yemen ecc. hanno, negli ultimi anni, rinnovato l’interesse e riacceso il dibattito sulla pratica forse più controversa per chi si occupa di progetto del patrimonio, e cioè la ricostruzione. E i siti Unesco, proprio per la dimensione laboratoriale che li connota rispetto ad approcci, metodi e pratiche innovative di conservazione, costituiscono una casistica interessante per il tema ricostruttivo, testimoniando come attraverso la riflessione sui casi specifici ed il dibattito interdisciplinare tra l’organizzazione internazionale, i suoi organi consultivi e coloro che si occupano di patrimonio, lentamente stia mutando l’approccio nei confronti del progetto della ricostruzione, dall’emanazione della Carta di Venezia sul Restauro (1964), che ne ha di fatto depotenziato le possibilità esprimibili in contesti patrimoniali, sino al momento attuale in cui la scala ed il portato degli eventi distruttivi, insieme alla ridefinizione del concetto di patrimonio, richiedono un rinnovamento di approccio nei confronti della ricostruzione, anche attraverso una ridefinizione dei concetti di autenticità e di integrità oltre che, nel caso dei siti Unesco, degli Outstanding Universal Values per il sito ricostruito o da ricostruire.

Tendenze contemporanee per il progetto della ricostruzione nei siti Patrimonio dell'Umanità UNESCO

Alessandro Raffa
2020

Abstract

Disastri naturali e conflitti su vasta scala non solo mostrano la fragilità del patrimonio in generale, ma anche di quella categoria speciale di luoghi riconosciuti come Patrimonio Mondiale dell’Umanità Le distruzioni che hanno colpito siti Unesco in Iraq, Siria, Yemen ecc. hanno, negli ultimi anni, rinnovato l’interesse e riacceso il dibattito sulla pratica forse più controversa per chi si occupa di progetto del patrimonio, e cioè la ricostruzione. E i siti Unesco, proprio per la dimensione laboratoriale che li connota rispetto ad approcci, metodi e pratiche innovative di conservazione, costituiscono una casistica interessante per il tema ricostruttivo, testimoniando come attraverso la riflessione sui casi specifici ed il dibattito interdisciplinare tra l’organizzazione internazionale, i suoi organi consultivi e coloro che si occupano di patrimonio, lentamente stia mutando l’approccio nei confronti del progetto della ricostruzione, dall’emanazione della Carta di Venezia sul Restauro (1964), che ne ha di fatto depotenziato le possibilità esprimibili in contesti patrimoniali, sino al momento attuale in cui la scala ed il portato degli eventi distruttivi, insieme alla ridefinizione del concetto di patrimonio, richiedono un rinnovamento di approccio nei confronti della ricostruzione, anche attraverso una ridefinizione dei concetti di autenticità e di integrità oltre che, nel caso dei siti Unesco, degli Outstanding Universal Values per il sito ricostruito o da ricostruire.
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