La salinità del suolo è dovuta alla presenza di sali solubili che, in concentrazioni elevate, possono compromettere la germinazione dei semi e/o lo sviluppo vegetale, determinando anche effetti indesiderati sull’ambiente. Nella Piana del Sele si sono riscontrati nel passato numerosi casi di suoli con concentrazioni saline elevate. Questo lavoro mira a valutare l’attuale situazione della qualità dei suoli e delle acque di irrigazione (Consorzio di Bonifica Destra Sele e acque di pozzi presenti nei campi coltivati). Si è partiti dalla linea di costa del Mar Tirreno, prelevando campioni di terreno ad una distanza di 500 m l’uno dall’altro, lungo un transetto estendentesi a nord-est della foce del fiume Sele. Dal dodicesimo campione in poi la distanza di prelevamento è stata aumentata a circa 1 Km per un totale di 17 campioni di terreno. Per quando riguarda le acque di irrigazione, sono stati prelevati complessivamente 6 campioni di cui 4 di pozzo e 2 del Consorzio di Bonifica Destra Sele. Per la determinazione della salinità abbiamo scelto di procedere attraverso analisi chimico-fisiche basate sulla misura dell’osmolarità e della conducibilità elettrica. Dalla conducibilità elettrica è stato possibile calcolare la forza ionica come proposto da Polemio at al. (1980). Pertanto è stato scelto come indice di salinità il rapporto forza ionica/osmolarità, poiché rappresenta il rapporto molare degli ioni monovalenti rispetto agli ioni bivalenti presenti nella soluzione. La scelta di procedere attraverso metodi chimico-fisici ha evitato l’utilizzo di procedure più complesse, come la determinazione del SAR (Sodium Adsorption Ratio) e del ESP (Exchangeable Sodium Percentage), in quanto, oltre a richiedere lunghe, laboriose e costose operazioni analitiche, sono soggette anche ad errori ed inconvenienti di vario genere. Dal monitoraggio è risultato che i terreni lungo il transetto di campionamento sono caratterizzati da un pH sub-alcalino (i valori oscillano da 7,7 a 7,9), con valori di conducibilità elettrica compresi tra 0,694 e 0,272 mS cm-1. In alcuni campioni sono state riscontrate difficoltà per la misura dell’osmolarità in quanto presentavano un elevato contenuto di sostanza organica in sospensione. Il problema è stato superato con un’ulteriore diluizione, seguita da filtrazione (2µm). In base al rapporto forza ionica/osmolarità possiamo dire che alcuni campioni di suolo contenevano un discreto quantitativo di sali monovalenti ma non tale da compromettere le coltivazioni, pur richiamando attenzione. Per quanto riguarda i campioni d’acqua d’irrigazione, sia del Consorzio di Bonifica Destra Sele sia prelevati dai pozzi, il contenuto di sali non ha mostrato valori preoccupanti, con un’unica eccezione per un campione dove è stato riscontrato un elevato scostamento dall’unità per il rapporto forza ionica/osmolarità. In tal caso, occorrerà che venga evitato l’emungimento dell’acqua in attesa di ricarica del pozzo al fine di evitarne il degrado irreversibile.

Determinazione della salinità del suolo attraverso metodi chimico-fisici

SASSO, SERGIO;SCRANO, Laura;BUFO, Sabino Aurelio
2009

Abstract

La salinità del suolo è dovuta alla presenza di sali solubili che, in concentrazioni elevate, possono compromettere la germinazione dei semi e/o lo sviluppo vegetale, determinando anche effetti indesiderati sull’ambiente. Nella Piana del Sele si sono riscontrati nel passato numerosi casi di suoli con concentrazioni saline elevate. Questo lavoro mira a valutare l’attuale situazione della qualità dei suoli e delle acque di irrigazione (Consorzio di Bonifica Destra Sele e acque di pozzi presenti nei campi coltivati). Si è partiti dalla linea di costa del Mar Tirreno, prelevando campioni di terreno ad una distanza di 500 m l’uno dall’altro, lungo un transetto estendentesi a nord-est della foce del fiume Sele. Dal dodicesimo campione in poi la distanza di prelevamento è stata aumentata a circa 1 Km per un totale di 17 campioni di terreno. Per quando riguarda le acque di irrigazione, sono stati prelevati complessivamente 6 campioni di cui 4 di pozzo e 2 del Consorzio di Bonifica Destra Sele. Per la determinazione della salinità abbiamo scelto di procedere attraverso analisi chimico-fisiche basate sulla misura dell’osmolarità e della conducibilità elettrica. Dalla conducibilità elettrica è stato possibile calcolare la forza ionica come proposto da Polemio at al. (1980). Pertanto è stato scelto come indice di salinità il rapporto forza ionica/osmolarità, poiché rappresenta il rapporto molare degli ioni monovalenti rispetto agli ioni bivalenti presenti nella soluzione. La scelta di procedere attraverso metodi chimico-fisici ha evitato l’utilizzo di procedure più complesse, come la determinazione del SAR (Sodium Adsorption Ratio) e del ESP (Exchangeable Sodium Percentage), in quanto, oltre a richiedere lunghe, laboriose e costose operazioni analitiche, sono soggette anche ad errori ed inconvenienti di vario genere. Dal monitoraggio è risultato che i terreni lungo il transetto di campionamento sono caratterizzati da un pH sub-alcalino (i valori oscillano da 7,7 a 7,9), con valori di conducibilità elettrica compresi tra 0,694 e 0,272 mS cm-1. In alcuni campioni sono state riscontrate difficoltà per la misura dell’osmolarità in quanto presentavano un elevato contenuto di sostanza organica in sospensione. Il problema è stato superato con un’ulteriore diluizione, seguita da filtrazione (2µm). In base al rapporto forza ionica/osmolarità possiamo dire che alcuni campioni di suolo contenevano un discreto quantitativo di sali monovalenti ma non tale da compromettere le coltivazioni, pur richiamando attenzione. Per quanto riguarda i campioni d’acqua d’irrigazione, sia del Consorzio di Bonifica Destra Sele sia prelevati dai pozzi, il contenuto di sali non ha mostrato valori preoccupanti, con un’unica eccezione per un campione dove è stato riscontrato un elevato scostamento dall’unità per il rapporto forza ionica/osmolarità. In tal caso, occorrerà che venga evitato l’emungimento dell’acqua in attesa di ricarica del pozzo al fine di evitarne il degrado irreversibile.
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