In una comunicazione asimmetrica faccia a faccia, le figure ‘dominanti’ dovrebbero essere consapevoli del fatto che le comunicazioni pubbliche, al pari di quelle personali, implicano valenze emotive, reazioni e resistenze la cui comprensione è necessaria ai fini di una gestione efficace non solo dell’evento comunicativo in sé, ma anche del proprio ruolo. In ambito giudiziario, in cui l’interazione si configura come «luogo di costante trattazione e negoziazione», le figure istituzionali dovrebbero dunque mostrare una preparazione tecnica, una competenza linguistica - che troppo spesso risulta inadeguata e mascherata da un linguaggio burocratico che da molti è percepito come rinforzo della propria identità sociale - nonché psicologica dovendosi esse confrontare con interlocutori che chiamano in causa temi personali ed emotivamente significativi. Per evidenziare il possesso e la gestione di tali capacità in questo lavoro si sono analizzati gli eventi linguistici occorsi tra i Pubblici Ministeri e i coniugi Olindo Romano e Rosa Angela Bazzi - indagati per la strage di Erba - alla luce del quadro teorico fornito dall’Analisi Transazionale (AT) e dal Counselling giuridico. Le analisi hanno evidenziato che i P.M. sono proiettati particolarmente verso il ruolo che rivestono, e non riescono a creare un clima in grado di favorire lo scambio comunicativo tra Stati dell’Io Adulto. Ne consegue che gli indagati, percependo una non equa distribuzione del potere, si limitano ad adattare la propria modalità espressiva a quella che gli viene di volta in volta proposta dall’interlocutore. Inoltre, è emerso che troppo spesso le figure guida, conducendo l’interrogatorio secondo la propria agenda nascosta ,non riescono a cogliere particolari interessanti forniti inaspettatamente dal teste, così come non sono in grado spesso di controllare e orientare le varie testimonianze in maniera efficace.

Il processo di Erba tra Analisi Transazionale e Counselling giuridico. Riflesioni per una comunicazione efficace

DELL'AGLIO, MONICA;
2010

Abstract

In una comunicazione asimmetrica faccia a faccia, le figure ‘dominanti’ dovrebbero essere consapevoli del fatto che le comunicazioni pubbliche, al pari di quelle personali, implicano valenze emotive, reazioni e resistenze la cui comprensione è necessaria ai fini di una gestione efficace non solo dell’evento comunicativo in sé, ma anche del proprio ruolo. In ambito giudiziario, in cui l’interazione si configura come «luogo di costante trattazione e negoziazione», le figure istituzionali dovrebbero dunque mostrare una preparazione tecnica, una competenza linguistica - che troppo spesso risulta inadeguata e mascherata da un linguaggio burocratico che da molti è percepito come rinforzo della propria identità sociale - nonché psicologica dovendosi esse confrontare con interlocutori che chiamano in causa temi personali ed emotivamente significativi. Per evidenziare il possesso e la gestione di tali capacità in questo lavoro si sono analizzati gli eventi linguistici occorsi tra i Pubblici Ministeri e i coniugi Olindo Romano e Rosa Angela Bazzi - indagati per la strage di Erba - alla luce del quadro teorico fornito dall’Analisi Transazionale (AT) e dal Counselling giuridico. Le analisi hanno evidenziato che i P.M. sono proiettati particolarmente verso il ruolo che rivestono, e non riescono a creare un clima in grado di favorire lo scambio comunicativo tra Stati dell’Io Adulto. Ne consegue che gli indagati, percependo una non equa distribuzione del potere, si limitano ad adattare la propria modalità espressiva a quella che gli viene di volta in volta proposta dall’interlocutore. Inoltre, è emerso che troppo spesso le figure guida, conducendo l’interrogatorio secondo la propria agenda nascosta ,non riescono a cogliere particolari interessanti forniti inaspettatamente dal teste, così come non sono in grado spesso di controllare e orientare le varie testimonianze in maniera efficace.
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