Nel saggio si discute sulle relazioni di convergenza tra poesia e ricerca etnografica con riferimento alla produzione di Albino Pierro, uno dei maggiori poeti dialettali del Novecento, a partire da quanto scriveva Ernesto de Martino nella Premessa alla raccolta Appuntamento, che raccoglieva poesie in lingua composte dal poeta tursitano tra il 1946 e il 1967. Le liriche di Pierro esercitavano sull’etnologo napoletano uno speciale “potere di risonanza” e sembravano descrivere esperienze simili a quelle di natura etnografica svincolandole dalla memoria come sistema ordinato di rappresentazione del passato e inserendole invece in frammenti episodici, che pur però rivelano una loro particolare unitarietà e che spesso trasfigurano la realtà in un mondo mitico in cui i paesaggi, le cose e le persone assumono significati di tipo simbolico. L’autore si sofferma poi sulla poesia di Pierro come poesia del ricordo, in quanto il suo «baricentro ideale» era, come sostenuto da Emerico Giachery, ’A terra d’u ricorde, cioè la Basilicata, che costituiva per il poeta un «ricordo mitico e remoto» insieme e «il luogo immobile dell’infanzia» e per la cui rappresentazione, secondo la lettura datane anche da Giovanni Battista Bronzini, era particolarmente consono l’uso del dialetto.

Tra antropologia e letteratura: la poesia del ricordo di Albino Pierro

MIRIZZI, Ferdinando Felice
2008

Abstract

Nel saggio si discute sulle relazioni di convergenza tra poesia e ricerca etnografica con riferimento alla produzione di Albino Pierro, uno dei maggiori poeti dialettali del Novecento, a partire da quanto scriveva Ernesto de Martino nella Premessa alla raccolta Appuntamento, che raccoglieva poesie in lingua composte dal poeta tursitano tra il 1946 e il 1967. Le liriche di Pierro esercitavano sull’etnologo napoletano uno speciale “potere di risonanza” e sembravano descrivere esperienze simili a quelle di natura etnografica svincolandole dalla memoria come sistema ordinato di rappresentazione del passato e inserendole invece in frammenti episodici, che pur però rivelano una loro particolare unitarietà e che spesso trasfigurano la realtà in un mondo mitico in cui i paesaggi, le cose e le persone assumono significati di tipo simbolico. L’autore si sofferma poi sulla poesia di Pierro come poesia del ricordo, in quanto il suo «baricentro ideale» era, come sostenuto da Emerico Giachery, ’A terra d’u ricorde, cioè la Basilicata, che costituiva per il poeta un «ricordo mitico e remoto» insieme e «il luogo immobile dell’infanzia» e per la cui rappresentazione, secondo la lettura datane anche da Giovanni Battista Bronzini, era particolarmente consono l’uso del dialetto.
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