Da alcuni anni l’unità di ricerca della Basilicata conduce uno studio teso a valutare l’influenza dei processi chimico-fisici d’interazione fra scheletro solido e fluido di porosità sulla dinamica delle grandi frane attive in terreni argillosi. Questa nota riporta alcuni risultati di una sperimentazione di laboratorio che evidenziano gli effetti provocati da variazioni di composizione del fluido interstiziale sugli scorrimenti di due argille lungo una superficie di rottura in condizioni residue. I materiali sono stati ricostituiti con soluzioni di NaCl a diverse concentrazioni e tagliati a velocità costante fino al residuo in assenza di gradienti chimici. Raggiunta la resistenza residua r, i provini in soluzione sono stati sottoposti a prove di creep da taglio con  < r, inducendo così trascurabili spostamenti di tipo primario. Al termine di questa fase, i provini sono stati esposti ad acqua distillata. Dopo l’esposizione si sono verificati scorrimenti con velocità crescente nel tempo fino a valori tipici di una rottura. Il fenomeno è stato attribuito alla riduzione di resistenza causata dalla diminuzione della concentrazione ionica nel fluido interstiziale. Una prima semplice modellazione approssimata dei processi suggerisce che la diffusione ionica dai pori verso il fluido di cella sia stata la causa principale dei comportamenti osservati.

Variazione della composizione del fluido interstiziale delle argille come possibile causa di scorrimento viscoso

DI MAIO, Caterina;SCARINGI, GIANVITO
2015-01-01

Abstract

Da alcuni anni l’unità di ricerca della Basilicata conduce uno studio teso a valutare l’influenza dei processi chimico-fisici d’interazione fra scheletro solido e fluido di porosità sulla dinamica delle grandi frane attive in terreni argillosi. Questa nota riporta alcuni risultati di una sperimentazione di laboratorio che evidenziano gli effetti provocati da variazioni di composizione del fluido interstiziale sugli scorrimenti di due argille lungo una superficie di rottura in condizioni residue. I materiali sono stati ricostituiti con soluzioni di NaCl a diverse concentrazioni e tagliati a velocità costante fino al residuo in assenza di gradienti chimici. Raggiunta la resistenza residua r, i provini in soluzione sono stati sottoposti a prove di creep da taglio con  < r, inducendo così trascurabili spostamenti di tipo primario. Al termine di questa fase, i provini sono stati esposti ad acqua distillata. Dopo l’esposizione si sono verificati scorrimenti con velocità crescente nel tempo fino a valori tipici di una rottura. Il fenomeno è stato attribuito alla riduzione di resistenza causata dalla diminuzione della concentrazione ionica nel fluido interstiziale. Una prima semplice modellazione approssimata dei processi suggerisce che la diffusione ionica dai pori verso il fluido di cella sia stata la causa principale dei comportamenti osservati.
2015
978-88-97517-078
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