“BIODIVERSITÀ DEL SUOLO E INDICE QBSar NEL MELETO” L’indice sintetico chiamato QBSar per la valutazione della qualità biologica dei suoli è basato su vari taxa di microartropodi impiegati come bioindicatori. L’adattamento al suolo della fauna edafica si accompagna ad una serie di caratteri morfologici e fisiologici., tra cui l’anoftalmia, la depigmentazione, la perdita di tegumenti ispessiti, la riduzione delle appendici, lo sviluppo di igrorecettori e chemiorecettori, l’allungamento e l’appiattimento del corpo, la miniaturizzazione. Maggiore è il grado di adattamento dei microartropodi al suolo e minore è la loro capacità di abbandonare il suolo in condizioni sfavorevoli, quindi maggiore adattamento comporta maggiore vulnerabilità. La presenza/assenza degli organismi più adattati diventa un buon indicatore del livello di disturbo del suolo. Nell’ambito del Progetto “Operation Pollinator”, che vede coinvolti l’Università degli Studi della Basilicata, l’Università degli Studi di Perugia e la Syngenta Italia S.p.A., è stata valutata la possibilità di utilizzare l’indice QBSar per valutare l’eventuale influenza di una siepe multi-essenza sulla biodiversità del suolo. La siepe sperimentale, costituita da 13 essenze, è stata impiantata nel 2012 nell’Azienda sperimentale Bosco Galdo a Villa D’Agri (Potenza). I campionamenti del suolo sono stati eseguiti all’altezza della siepe, nel meleto adiacente e in un meleto controllo nel 2014 e nel 2015. In entrambi i meleti il suolo è soggetto a minime lavorazioni e le infestanti vengono periodicamente sfalciate. I dati ottenuti non hanno mostrato alcun gradiente nel valore del QBS passando dalla siepe al meleto e neppure una differenza significativa tra la siepe, il meleto sperimentale e quello controllo. Infine si è voluto verificare se ci fosse una variabilità dell’indice QBSar ottenuto a livello della siepe in funzione dell’essenza più prossima al punto di raccolta del campione. Il valore più basso dell’indice è stato rilevato in prossimità del Cornus. Possiamo concludere che la siepe non ha influenza sulla biodiversità del suolo del campo adiacente. Si ritiene che l’indice QBSar a livello della siepe possa aumentare con il crescere delle essenze e con il formarsi di una lettiera sottostante.

XI Convegno Nazionale sulla Biodiversità

BATTAGLIA, Donatella;FALABELLA, Patrizia;FANTI, Paolo;TROTTA, VINCENZO;LAURINO, SIMONA;GROSSI, GERARDA;SALVIA, ROSANNA;
2016

Abstract

“BIODIVERSITÀ DEL SUOLO E INDICE QBSar NEL MELETO” L’indice sintetico chiamato QBSar per la valutazione della qualità biologica dei suoli è basato su vari taxa di microartropodi impiegati come bioindicatori. L’adattamento al suolo della fauna edafica si accompagna ad una serie di caratteri morfologici e fisiologici., tra cui l’anoftalmia, la depigmentazione, la perdita di tegumenti ispessiti, la riduzione delle appendici, lo sviluppo di igrorecettori e chemiorecettori, l’allungamento e l’appiattimento del corpo, la miniaturizzazione. Maggiore è il grado di adattamento dei microartropodi al suolo e minore è la loro capacità di abbandonare il suolo in condizioni sfavorevoli, quindi maggiore adattamento comporta maggiore vulnerabilità. La presenza/assenza degli organismi più adattati diventa un buon indicatore del livello di disturbo del suolo. Nell’ambito del Progetto “Operation Pollinator”, che vede coinvolti l’Università degli Studi della Basilicata, l’Università degli Studi di Perugia e la Syngenta Italia S.p.A., è stata valutata la possibilità di utilizzare l’indice QBSar per valutare l’eventuale influenza di una siepe multi-essenza sulla biodiversità del suolo. La siepe sperimentale, costituita da 13 essenze, è stata impiantata nel 2012 nell’Azienda sperimentale Bosco Galdo a Villa D’Agri (Potenza). I campionamenti del suolo sono stati eseguiti all’altezza della siepe, nel meleto adiacente e in un meleto controllo nel 2014 e nel 2015. In entrambi i meleti il suolo è soggetto a minime lavorazioni e le infestanti vengono periodicamente sfalciate. I dati ottenuti non hanno mostrato alcun gradiente nel valore del QBS passando dalla siepe al meleto e neppure una differenza significativa tra la siepe, il meleto sperimentale e quello controllo. Infine si è voluto verificare se ci fosse una variabilità dell’indice QBSar ottenuto a livello della siepe in funzione dell’essenza più prossima al punto di raccolta del campione. Il valore più basso dell’indice è stato rilevato in prossimità del Cornus. Possiamo concludere che la siepe non ha influenza sulla biodiversità del suolo del campo adiacente. Si ritiene che l’indice QBSar a livello della siepe possa aumentare con il crescere delle essenze e con il formarsi di una lettiera sottostante.
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