Il saggio si colloca nella scia degli interessi manifestatisi negli ultimi anni su Paul Scheuermeier e sulla funzione della fotografia all’interno della ricerca linguistico-etnografica che egli condusse a più riprese, nell’ambito delle rilevazioni per la redazione dell’AIS (Atlante Linguistico ed Etnografico dell’Italia e della Svizzera meridionale), in Italia e nella Svizzera italiana e retoromanza tra il 1919 e il 1935. Tali interessi hanno portato recentemente alla pubblicazione di diversi volumi in Trentino, Lombardia, Piemonte, Marche, Umbria, partendo dai quali l’autore avvia un ampliamento dello sguardo e dell’attenzione al rapporto che quelle ricerche ebbero con la Basilicata, dove operò Gerhard Rohlfs, che fu tra l’altro autore di 83 fotografie scattate nella regione nel 1925 e attualmente tutte conservate, con i relativi fogli di accompagnamento, nell’Archivio AIS di Berna. Nel saggio si presenta e discute tale produzione, che si colloca, più che sul piano del realismo rappresentativo che contraddistingueva la fotografia di Scheuermeier, su uno che, privilegiando immagini di tipo pittorico, si riconnetteva alle idee positivistiche di matrice evoluzionistica di Mantegazza o, anche, di Lamberto Loria, per il quale in particolare le espressioni e le produzioni delle classi subalterne erano interessanti in quanto documenti preziosi di fasi passate della vita del popolo italiano utili per una ricostruzione della sua storia remota.

Cultura materiale e fotografia: la Lucania contadina nella ricerca linguistica-etnografica di Gerhard Rohlfs

MIRIZZI, Ferdinando Felice
2010

Abstract

Il saggio si colloca nella scia degli interessi manifestatisi negli ultimi anni su Paul Scheuermeier e sulla funzione della fotografia all’interno della ricerca linguistico-etnografica che egli condusse a più riprese, nell’ambito delle rilevazioni per la redazione dell’AIS (Atlante Linguistico ed Etnografico dell’Italia e della Svizzera meridionale), in Italia e nella Svizzera italiana e retoromanza tra il 1919 e il 1935. Tali interessi hanno portato recentemente alla pubblicazione di diversi volumi in Trentino, Lombardia, Piemonte, Marche, Umbria, partendo dai quali l’autore avvia un ampliamento dello sguardo e dell’attenzione al rapporto che quelle ricerche ebbero con la Basilicata, dove operò Gerhard Rohlfs, che fu tra l’altro autore di 83 fotografie scattate nella regione nel 1925 e attualmente tutte conservate, con i relativi fogli di accompagnamento, nell’Archivio AIS di Berna. Nel saggio si presenta e discute tale produzione, che si colloca, più che sul piano del realismo rappresentativo che contraddistingueva la fotografia di Scheuermeier, su uno che, privilegiando immagini di tipo pittorico, si riconnetteva alle idee positivistiche di matrice evoluzionistica di Mantegazza o, anche, di Lamberto Loria, per il quale in particolare le espressioni e le produzioni delle classi subalterne erano interessanti in quanto documenti preziosi di fasi passate della vita del popolo italiano utili per una ricostruzione della sua storia remota.
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